17.4.1 – Significato esoterico della Temperanza

August 1st, 2010 § 0

Oscar Wirth, La Temperanza, 1924


Come dice Wirth (1924) nell’illustrare le figure degli Arcani Maggiori dei Tarocchi, il quattordicesimo di essi, la Temperanza, mostra un angelo o genio alato che versa un liquido da una brocca all’altra. Le due brocche sono una d’oro e una d’argento, a significare i due principi, l’uno maschile, solare, attivo, coscienziale, razionale, l’altro femminile, lunare, passivo, inconscio, emozionale e sensitivo. L’angelo della Temperanza versa il fluido vitale da un’urna all’altra, realizzando così una mescolanza, un’armonizzazione, un bilanciamento dei due opposti, che si ottiene non immediatamente, ma attraverso la circolazione del principio energetico.
La Temperanza viene dopo l’Arcano della Morte, che in realtà non significa fine della vita, ma della condizione presente, colle sue limitazioni, i suoi lacci e i suoi impedimenti, e dunque opportunità di superamento di essa, di trasformazione e rinnovamento; essa ci dice che la continuazione del cammino iniziatico implica la possibilità di rinascita, ma questa per attuarsi esige la separazione, l’estrazione, la circolazione e l’unione degli opposti. Dopo l’Opera al Nero, e la putrefactio, il tempo è maturo per la combinazione delle sostanze purificate e rigenerate. L’attivazione e l’armonizzazione dei fluidi vitali e dei principi energetici esige dei contenitori nei quali il processo si possa attuare, ma che siano tali da consentirgli una dinamica, perché l’estrazione, la purificazione e la ricombinazione delle essenze distillate richiedono una loro circolazione da un vaso all’altro (articolo).

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17.4 – La temperanza

July 22nd, 2010 § 0

Giotto, La temperanza, Cappella degli Scrovegni, Padova


Opposta alla lussuria è la temperanza. Se il vizio rappresenta l’eccesso di un bisogno che di per sé non è superfluo né condannabile perché è essenziale per la sopravvivenza non dell’individuo ma della specie, la virtù starà nel giusto bilanciamento del desiderio stesso, nella sua armonizzazione con gli altri bisogni di base, nella conciliazione tra interessi dell’individuo e interessi della specie. E infatti essa è la mescolanza, il reciproco aggiustamento dei principi opposti. L’antidoto alla lussuria non è l’astinenza, ma l’unione di maschile e femminile, sia vissuta nel mondo reale dei rapporti tra persone, che con un oggetto interiore, un opposto creato dalla mente.Come per il desiderio si giocava l’equivoco se il peccato e il vizio fossero attinenti solo al suo aspetto sessuale o al desiderio in genere, così per la virtù ci si chiede se la temperanza sia la moderazione di tutti i desideri o solo di quello sessuale. La Chiesa, da S. Agostino in poi, con la teoria del peccato originale ha teso a identificare la perversione del desiderio come la conseguenza del peccato originale, che trasforma una tendenza naturale in un eccesso egoistico: così dunque essa privilegia l’accezione sessuale del desiderio. Ma non era necessariamente così nel mondo antico. La temperanza, in greco σωφροσύνη, in latino temperantia, è la virtù della pratica della moderazione, dell’equilibrio, del bilanciamento tra opposte tendenze, e quindi della ricercadi un principio di armonia globale (articolo).

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17.3 – La lussuria nella storia

July 7th, 2010 § 0


Taddeo di Bartolo (Siena, 1362-1422), La punizione dei lussuriosi, affresco della navata, Duomo di S. Gimignano

La sessualità si configura come istinto, anzi l’istinto per eccellenza, che si sottrae al controllo della ragione e per di più col suo inarrestabile affermarsi la nega. Il desiderio poi è stato fin dall’inizio corrotto irrimediabilmente dall’atto sciagurato di rivolta contro il volere divino grazie al quale ha potuto manifestarsi. Esso si erge dunque nel conflitto del corpo con l’anima, anzi ne è il primo e più classico prototipo, tanto che fin dall’inizio promuovere le ragioni del desiderio sessuale significa affermare le ragioni del corpo contro quelle dell’anima. Si consolida così nella Chiesa cristiana una tradizione che identifica la concupiscenza con la concupiscenza degli organi sessuali e quest’ultima con il peccato originale. Sessualità e peccato originale finiscono col confondersi e col coincidere, e la sessualità resta pensabile solo in relazione al peccato. A seguito di esso, la natura diviene inevitabilmente corrotta, priva di quella perfezione di cui Dio l’ha dotata al momento della creazione, e il segno di quella corruzione diviene il disordine che regna nell’esercizio della sessualità. La sessualità si trasforma in spazio d’azione di una molteplice attività peccaminosa che viene unificata all’interno del vizio della lussuria. Il dato più appariscente del vizio della fornicazione, o della lussuria, è il legame col corpo. Dove non c’è corpo non c’è lussuria, e i demoni, che sono esseri incorporei, devono ricorrere per tentare gli umani ad ingegnosi mascheramenti, che poi si riconducono ad un unico comune denominatore, assumere un corpo femminile, veicolo indiscusso della tentazione e del peccato (articolo).

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