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	<title>Comments for AXIS MUNDI</title>
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	<description>Una scala dalla Terra al Cielo</description>
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		<title>Comment on 17.4.1 &#8211; Significato esoterico della Temperanza by 17.4.1 &#8211; Significato esoterico della Temperanza &#124; AXIS MUNDI</title>
		<link>http://www.axismundi.biz/?page_id=2054&#038;cpage=1#comment-624</link>
		<dc:creator>17.4.1 &#8211; Significato esoterico della Temperanza &#124; AXIS MUNDI</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 15:16:19 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Come dice Wirth (1924) nell’illustrare le figure degli Arcani Maggiori dei Tarocchi, il quattordicesimo di essi, la Temperanza, mostra un angelo o genio alato che versa un liquido da una brocca all’altra. Le due brocche sono una d’oro e una d’argento, a significare i due principi, l’uno maschile, solare, attivo, coscienziale, razionale, l’altro femminile, lunare, passivo, inconscio, emozionale e sensitivo. L’angelo della Temperanza versa il fluido vitale da un’urna all’altra, realizzando così una mescolanza, un’armonizzazione, un bilanciamento dei due opposti, che si ottiene non immediatamente, ma attraverso la circolazione del principio energetico. La Temperanza viene dopo l’Arcano della Morte, che in realtà non significa fine della vita, ma della condizione presente, colle sue limitazioni, i suoi lacci e i suoi impedimenti, e dunque opportunità di superamento di essa, di trasformazione e rinnovamento; essa ci dice che la continuazione del cammino iniziatico implica la possibilità di rinascita, ma questa per attuarsi esige la separazione, l’estrazione, la circolazione e l’unione degli opposti. Dopo l’Opera al Nero, e la putrefactio, il tempo è maturo per la combinazione delle sostanze purificate e rigenerate. L’attivazione e l’armonizzazione dei fluidi vitali e dei principi energetici esige dei contenitori nei quali il processo si possa attuare, ma che siano tali da consentirgli una dinamica, perché l’estrazione, la purificazione e la ricombinazione delle essenze distillate richiedono una loro circolazione da un vaso all’altro (articolo). [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Come dice Wirth (1924) nell’illustrare le figure degli Arcani Maggiori dei Tarocchi, il quattordicesimo di essi, la Temperanza, mostra un angelo o genio alato che versa un liquido da una brocca all’altra. Le due brocche sono una d’oro e una d’argento, a significare i due principi, l’uno maschile, solare, attivo, coscienziale, razionale, l’altro femminile, lunare, passivo, inconscio, emozionale e sensitivo. L’angelo della Temperanza versa il fluido vitale da un’urna all’altra, realizzando così una mescolanza, un’armonizzazione, un bilanciamento dei due opposti, che si ottiene non immediatamente, ma attraverso la circolazione del principio energetico. La Temperanza viene dopo l’Arcano della Morte, che in realtà non significa fine della vita, ma della condizione presente, colle sue limitazioni, i suoi lacci e i suoi impedimenti, e dunque opportunità di superamento di essa, di trasformazione e rinnovamento; essa ci dice che la continuazione del cammino iniziatico implica la possibilità di rinascita, ma questa per attuarsi esige la separazione, l’estrazione, la circolazione e l’unione degli opposti. Dopo l’Opera al Nero, e la putrefactio, il tempo è maturo per la combinazione delle sostanze purificate e rigenerate. L’attivazione e l’armonizzazione dei fluidi vitali e dei principi energetici esige dei contenitori nei quali il processo si possa attuare, ma che siano tali da consentirgli una dinamica, perché l’estrazione, la purificazione e la ricombinazione delle essenze distillate richiedono una loro circolazione da un vaso all’altro (articolo). [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on 17.4 &#8211; La temperanza by 17.4 &#8211; La temperanza &#124; AXIS MUNDI</title>
		<link>http://www.axismundi.biz/?page_id=2037&#038;cpage=1#comment-623</link>
		<dc:creator>17.4 &#8211; La temperanza &#124; AXIS MUNDI</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 21:24:14 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Giotto, La temperanza, Cappella degli Scrovegni, Padova Opposta alla lussuria è la temperanza. Se il vizio rappresenta l’eccesso di un bisogno che di per sé non è superfluo né condannabile perché è essenziale per la sopravvivenza non dell’individuo ma della specie, la virtù starà nel giusto bilanciamento del desiderio stesso, nella sua armonizzazione con gli altri bisogni di base, nella conciliazione tra interessi dell’individuo e interessi della specie. E infatti essa è la mescolanza, il reciproco aggiustamento dei principi opposti. L’antidoto alla lussuria non è l’astinenza, ma l’unione di maschile e femminile, sia vissuta nel mondo reale dei rapporti tra persone, che con un oggetto interiore, un opposto creato dalla mente.Come per il desiderio si giocava l’equivoco se il peccato e il vizio fossero attinenti solo al suo aspetto sessuale o al desiderio in genere, così per la virtù ci si chiede se la temperanza sia la moderazione di tutti i desideri o solo di quello sessuale. La Chiesa, da S. Agostino in poi, con la teoria del peccato originale ha teso a identificare la perversione del desiderio come la conseguenza del peccato originale, che trasforma una tendenza naturale in un eccesso egoistico: così dunque essa privilegia l’accezione sessuale del desiderio. Ma non era necessariamente così nel mondo antico. La temperanza, in greco σωφροσύνη, in latino temperantia, è la virtù della pratica della moderazione, dell’equilibrio, del bilanciamento tra opposte tendenze, e quindi della ricercadi un principio di armonia globale (articolo). [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Giotto, La temperanza, Cappella degli Scrovegni, Padova Opposta alla lussuria è la temperanza. Se il vizio rappresenta l’eccesso di un bisogno che di per sé non è superfluo né condannabile perché è essenziale per la sopravvivenza non dell’individuo ma della specie, la virtù starà nel giusto bilanciamento del desiderio stesso, nella sua armonizzazione con gli altri bisogni di base, nella conciliazione tra interessi dell’individuo e interessi della specie. E infatti essa è la mescolanza, il reciproco aggiustamento dei principi opposti. L’antidoto alla lussuria non è l’astinenza, ma l’unione di maschile e femminile, sia vissuta nel mondo reale dei rapporti tra persone, che con un oggetto interiore, un opposto creato dalla mente.Come per il desiderio si giocava l’equivoco se il peccato e il vizio fossero attinenti solo al suo aspetto sessuale o al desiderio in genere, così per la virtù ci si chiede se la temperanza sia la moderazione di tutti i desideri o solo di quello sessuale. La Chiesa, da S. Agostino in poi, con la teoria del peccato originale ha teso a identificare la perversione del desiderio come la conseguenza del peccato originale, che trasforma una tendenza naturale in un eccesso egoistico: così dunque essa privilegia l’accezione sessuale del desiderio. Ma non era necessariamente così nel mondo antico. La temperanza, in greco σωφροσύνη, in latino temperantia, è la virtù della pratica della moderazione, dell’equilibrio, del bilanciamento tra opposte tendenze, e quindi della ricercadi un principio di armonia globale (articolo). [...]</p>
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	<item>
		<title>Comment on 17.3 &#8211; La lussuria nella storia by Fabio</title>
		<link>http://www.axismundi.biz/?page_id=2016&#038;cpage=1#comment-622</link>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 10:17:03 +0000</pubDate>
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		<description>Ebbene è possibile,
ne siete la silenziosa e luminosa dimostrazione,
come d&#039;altronde deve essere.
Un Fraterno abbraccio ed un augurio che le Rose del Giardino, pur senza perchè, portino armonia nei viandanti.
Fabio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene è possibile,<br />
ne siete la silenziosa e luminosa dimostrazione,<br />
come d&#8217;altronde deve essere.<br />
Un Fraterno abbraccio ed un augurio che le Rose del Giardino, pur senza perchè, portino armonia nei viandanti.<br />
Fabio</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on 17.3 &#8211; La lussuria nella storia by 17.3 &#8211; La lussuria nella storia &#124; AXIS MUNDI</title>
		<link>http://www.axismundi.biz/?page_id=2016&#038;cpage=1#comment-621</link>
		<dc:creator>17.3 &#8211; La lussuria nella storia &#124; AXIS MUNDI</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 21:36:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.axismundi.biz/?page_id=2016#comment-621</guid>
		<description>[...] La sessualità si configura come istinto, anzi l’istinto per eccellenza, che si sottrae al controllo della ragione e per di più col suo inarrestabile affermarsi la nega. Il desiderio poi è stato fin dall’inizio corrotto irrimediabilmente dall’atto sciagurato di rivolta contro il volere divino grazie al quale ha potuto manifestarsi. Esso si erge dunque nel conflitto del corpo con l’anima, anzi ne è il primo e più classico prototipo, tanto che fin dall’inizio promuovere le ragioni del desiderio sessuale significa affermare le ragioni del corpo contro quelle dell’anima. Si consolida così nella Chiesa cristiana una tradizione che identifica la concupiscenza con la concupiscenza degli organi sessuali e quest’ultima con il peccato originale. Sessualità e peccato originale finiscono col confondersi e col coincidere, e la sessualità resta pensabile solo in relazione al peccato. A seguito di esso, la natura diviene inevitabilmente corrotta, priva di quella perfezione di cui Dio l’ha dotata al momento della creazione, e il segno di quella corruzione diviene il disordine che regna nell’esercizio della sessualità. La sessualità si trasforma in spazio d’azione di una molteplice attività peccaminosa che viene unificata all’interno del vizio della lussuria. Il dato più appariscente del vizio della fornicazione, o della lussuria, è il legame col corpo. Dove non c’è corpo non c’è lussuria, e i demoni, che sono esseri incorporei, devono ricorrere per tentare gli umani ad ingegnosi mascheramenti, che poi si riconducono ad un unico comune denominatore, assumere un corpo femminile, veicolo indiscusso della tentazione e del peccato (articolo). [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] La sessualità si configura come istinto, anzi l’istinto per eccellenza, che si sottrae al controllo della ragione e per di più col suo inarrestabile affermarsi la nega. Il desiderio poi è stato fin dall’inizio corrotto irrimediabilmente dall’atto sciagurato di rivolta contro il volere divino grazie al quale ha potuto manifestarsi. Esso si erge dunque nel conflitto del corpo con l’anima, anzi ne è il primo e più classico prototipo, tanto che fin dall’inizio promuovere le ragioni del desiderio sessuale significa affermare le ragioni del corpo contro quelle dell’anima. Si consolida così nella Chiesa cristiana una tradizione che identifica la concupiscenza con la concupiscenza degli organi sessuali e quest’ultima con il peccato originale. Sessualità e peccato originale finiscono col confondersi e col coincidere, e la sessualità resta pensabile solo in relazione al peccato. A seguito di esso, la natura diviene inevitabilmente corrotta, priva di quella perfezione di cui Dio l’ha dotata al momento della creazione, e il segno di quella corruzione diviene il disordine che regna nell’esercizio della sessualità. La sessualità si trasforma in spazio d’azione di una molteplice attività peccaminosa che viene unificata all’interno del vizio della lussuria. Il dato più appariscente del vizio della fornicazione, o della lussuria, è il legame col corpo. Dove non c’è corpo non c’è lussuria, e i demoni, che sono esseri incorporei, devono ricorrere per tentare gli umani ad ingegnosi mascheramenti, che poi si riconducono ad un unico comune denominatore, assumere un corpo femminile, veicolo indiscusso della tentazione e del peccato (articolo). [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on 17.2 &#8211; La lussuria by 17.2 &#8211; La lussuria &#124; AXIS MUNDI</title>
		<link>http://www.axismundi.biz/?page_id=2000&#038;cpage=1#comment-619</link>
		<dc:creator>17.2 &#8211; La lussuria &#124; AXIS MUNDI</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 17:38:58 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Hieronymus Bosch, Tondo dei sette peccati capitali, la lussuria, olio su tavola, 120×150, 1475-80, Museo del Prado, Madrid Nel mondo classico, la sessualità non è considerata peccaminosa, anzi è vista come un mezzo di contatto col divino, la passione non rientra nella sfera del peccato, a meno che non diventi eccesso, squilibrio, tracotanza, ubris. Il desiderio sessuale dunque diventa un peccato quando se ne fa un uso disordinato e incongruo, sganciato dal piano originario al quale esso è destinato. Perché questo è il punto più delicato della questione: tramite il desiderio sessuale la natura, e con essa la specie, piega l’individuo al suo fine, che poi è quello di perpetuare se stessa, a scapito anche dell’interesse individuale. Questo fine altro è appunto l’inganno riproduttivo, il laccio con cui la specie vincola l’individuo e l’utilizza per i suoi fini. Fornicazione è il congiungimento carnale fuori dal matrimonio, e per metonimia tutti i peccati connessi alla sessualità. La sessualità in quanto fornicazione diviene peccato in sé. Invece se il vizio lussurioso viene ristretto all’adulterio la sessualità viene svincolata dalla connotazione negativa in se stessa, ma l’assume solo in quanto è turbativa dell’ordine e del sacro vincolo della famiglia, che costituisce l’ossatura della società. Il desiderio sessuale diviene peccato capitale quando il soggetto si lascia travolgere dalle proprie passioni, perdendo completamente il controllo di sé. La lussuria compromette e diminuisce il libero arbitrio in quanto è grave turbemento della ragione e della volontà, accecamento della mente, incostanza e incoerenza, egoistico amore di sé, incapacità di dominare i propri impulsi e le proprie passioni. In questo senso la lussuria è un polo del conflitto tra mente e corpo, ragione e istinto, segnato dalla prevalenza del lato oscuro, irriflessivo, incontrollato. La Chiesa risolve il problema dell’erranza e dell’ingestibilità del desiderio nel dato preriflessivo del peccato originale: vedremo che questo regime intepretativo e regolativo durerà fino all’affermazione della scienza moderna e della parte di essa volta allo studio dell’anima, la psicoanalisi (articolo). [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Hieronymus Bosch, Tondo dei sette peccati capitali, la lussuria, olio su tavola, 120×150, 1475-80, Museo del Prado, Madrid Nel mondo classico, la sessualità non è considerata peccaminosa, anzi è vista come un mezzo di contatto col divino, la passione non rientra nella sfera del peccato, a meno che non diventi eccesso, squilibrio, tracotanza, ubris. Il desiderio sessuale dunque diventa un peccato quando se ne fa un uso disordinato e incongruo, sganciato dal piano originario al quale esso è destinato. Perché questo è il punto più delicato della questione: tramite il desiderio sessuale la natura, e con essa la specie, piega l’individuo al suo fine, che poi è quello di perpetuare se stessa, a scapito anche dell’interesse individuale. Questo fine altro è appunto l’inganno riproduttivo, il laccio con cui la specie vincola l’individuo e l’utilizza per i suoi fini. Fornicazione è il congiungimento carnale fuori dal matrimonio, e per metonimia tutti i peccati connessi alla sessualità. La sessualità in quanto fornicazione diviene peccato in sé. Invece se il vizio lussurioso viene ristretto all’adulterio la sessualità viene svincolata dalla connotazione negativa in se stessa, ma l’assume solo in quanto è turbativa dell’ordine e del sacro vincolo della famiglia, che costituisce l’ossatura della società. Il desiderio sessuale diviene peccato capitale quando il soggetto si lascia travolgere dalle proprie passioni, perdendo completamente il controllo di sé. La lussuria compromette e diminuisce il libero arbitrio in quanto è grave turbemento della ragione e della volontà, accecamento della mente, incostanza e incoerenza, egoistico amore di sé, incapacità di dominare i propri impulsi e le proprie passioni. In questo senso la lussuria è un polo del conflitto tra mente e corpo, ragione e istinto, segnato dalla prevalenza del lato oscuro, irriflessivo, incontrollato. La Chiesa risolve il problema dell’erranza e dell’ingestibilità del desiderio nel dato preriflessivo del peccato originale: vedremo che questo regime intepretativo e regolativo durerà fino all’affermazione della scienza moderna e della parte di essa volta allo studio dell’anima, la psicoanalisi (articolo). [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on 17.1 &#8211;  Il sistema operativo emozionale della cura (care) by 17.1 &#8211; Il sistema operativo emozionale della cura (care) &#124; AXIS MUNDI</title>
		<link>http://www.axismundi.biz/?page_id=1990&#038;cpage=1#comment-618</link>
		<dc:creator>17.1 &#8211; Il sistema operativo emozionale della cura (care) &#124; AXIS MUNDI</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 21:29:55 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Il cervello femminile contiene più neuroni ossitocinici di quello maschile, e la sintesi dell’ossitocina è sotto il controllo degli estrogeni. L’ossitocina nella femmina è importante sia per il corteggiamento che per la fase copulatoria, ma promuove anche i successivi comportamenti di accudimento della prole. Un dubbio che è sempre stato presente nelle future madri al termine della gravidanza è se esse saranno delle buone madri, ovvero se saranno in grado di prendersi cura adeguatamente del nascituro.  La natura ha provveduto a calmare queste apprensioni predisponendo negli stessi circuiti cerebrali che preparano alla nascita le condizioni per delle cure materne sufficientemente buone. Ancora più a monte, questi sistemi circuitali sono quelli preposti alla sessualità e all’accoppiamento. L’istinto materno è emerso da un sottosistema di strutture sottocorticali preposte agli istinti sessuali nella femmina. Vi è una reciprocità tra i circuiti materni delle cure e quelli infantili del bisogno di accudimento; essi sono mutualmente ingranati, sì che il buon funzionamento delle cure materne costituisce le premesse di quella “sicurezza di base” che è essenziale per uno sviluppo emozionale adeguato, tale da per consentire al nuovo individuo di affrontare efficacemente le prove dell’esistenza (articolo). [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Il cervello femminile contiene più neuroni ossitocinici di quello maschile, e la sintesi dell’ossitocina è sotto il controllo degli estrogeni. L’ossitocina nella femmina è importante sia per il corteggiamento che per la fase copulatoria, ma promuove anche i successivi comportamenti di accudimento della prole. Un dubbio che è sempre stato presente nelle future madri al termine della gravidanza è se esse saranno delle buone madri, ovvero se saranno in grado di prendersi cura adeguatamente del nascituro.  La natura ha provveduto a calmare queste apprensioni predisponendo negli stessi circuiti cerebrali che preparano alla nascita le condizioni per delle cure materne sufficientemente buone. Ancora più a monte, questi sistemi circuitali sono quelli preposti alla sessualità e all’accoppiamento. L’istinto materno è emerso da un sottosistema di strutture sottocorticali preposte agli istinti sessuali nella femmina. Vi è una reciprocità tra i circuiti materni delle cure e quelli infantili del bisogno di accudimento; essi sono mutualmente ingranati, sì che il buon funzionamento delle cure materne costituisce le premesse di quella “sicurezza di base” che è essenziale per uno sviluppo emozionale adeguato, tale da per consentire al nuovo individuo di affrontare efficacemente le prove dell’esistenza (articolo). [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on 17 &#8211;  Il sistema operativo-emozionale del desiderio sessuale (lust) by 17 &#8211; Il sistema operativo-emozionale del desiderio sessuale (lust) &#124; AXIS MUNDI</title>
		<link>http://www.axismundi.biz/?page_id=1980&#038;cpage=1#comment-617</link>
		<dc:creator>17 &#8211; Il sistema operativo-emozionale del desiderio sessuale (lust) &#124; AXIS MUNDI</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 17:42:21 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Il desiderio sessuale segna un punto cruciale nella distinzione tra la motivazione, dove un comportamento favorisce un bisogno corporeo, e l’emozione, in cui nessun bisogno è evidente: nel suo caso il bisogno supportato non è corporeo, ma cerebrale, e però esso ha conseguenze essenziali per la specie. Le strutture profonde neurali che organizzano il corteggiamento e le altre strategie riproduttive sono sostanzialmente simili nelle varie specie di mammiferi, e pertanto molti principi generali della sessualità sono ben conservati lungo la scala evolutiva, nonostante la loro espressività di superficie vari grandemente attraverso le specie. Al contrario di quanto riportano molti miti della creazione, nel cervello umano è il maschio che nasce dalla femmina, e non viceversa. Il piano primordiale del feto, il piano di default, è femminile, e la mascolinizzazione risulta dagli effetti organizzativi apportati dal testosterone prodotto dalle gonadi. A loro volta gli effetti somatici del testosterone sono distinti da quelli cerebrali, perché la mascolinizzazione del corpo è mediata dalla conversione del testosterone in diidrotestosterone ad opera della 5-alfa-reduttasi, mentre l’organizzazione del cervello maschile è determinata dall’aromatizzazione del testosterone ad estrogeni. Invece gli effetti comportamentali degli ormoni sessuali sono mediati da polipeptidi a nove amminoacidi, dei quali l’arginin-vasopressina (AVP) è prevalente nel cervello maschile  e l’ossitocina in quello femminile (articolo). [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Il desiderio sessuale segna un punto cruciale nella distinzione tra la motivazione, dove un comportamento favorisce un bisogno corporeo, e l’emozione, in cui nessun bisogno è evidente: nel suo caso il bisogno supportato non è corporeo, ma cerebrale, e però esso ha conseguenze essenziali per la specie. Le strutture profonde neurali che organizzano il corteggiamento e le altre strategie riproduttive sono sostanzialmente simili nelle varie specie di mammiferi, e pertanto molti principi generali della sessualità sono ben conservati lungo la scala evolutiva, nonostante la loro espressività di superficie vari grandemente attraverso le specie. Al contrario di quanto riportano molti miti della creazione, nel cervello umano è il maschio che nasce dalla femmina, e non viceversa. Il piano primordiale del feto, il piano di default, è femminile, e la mascolinizzazione risulta dagli effetti organizzativi apportati dal testosterone prodotto dalle gonadi. A loro volta gli effetti somatici del testosterone sono distinti da quelli cerebrali, perché la mascolinizzazione del corpo è mediata dalla conversione del testosterone in diidrotestosterone ad opera della 5-alfa-reduttasi, mentre l’organizzazione del cervello maschile è determinata dall’aromatizzazione del testosterone ad estrogeni. Invece gli effetti comportamentali degli ormoni sessuali sono mediati da polipeptidi a nove amminoacidi, dei quali l’arginin-vasopressina (AVP) è prevalente nel cervello maschile  e l’ossitocina in quello femminile (articolo). [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on 16.2 &#8211; La Fortezza by 16.2 &#8211; La Fortezza &#124; AXIS MUNDI</title>
		<link>http://www.axismundi.biz/?page_id=1963&#038;cpage=1#comment-616</link>
		<dc:creator>16.2 &#8211; La Fortezza &#124; AXIS MUNDI</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 11:33:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.axismundi.biz/?page_id=1963#comment-616</guid>
		<description>[...] L’esoterista, scrittore e disegnatore svizzero Oswald Wirth ne I Tarocchi (1924) come carta della Forza raffigura una giovane donna bionda e graziosa che, senza sforzo apparente, doma un leone infuriato e gli tiene aperte le mascelle, discostandosi così dall’iconografia classica che elegge a simbolo della Forza Ercole che vince il leone nemeo. La giovane regina della Forza però non lo uccide, ma si limita a domarlo, bloccandone l’espressione più pericolosa dell’aggressività, le fauci minacciose. Questo perché la forza del leone rappresenta la forza dell’istintività, che se da un lato bisogna indirizzare, modulare, gestire, in una parola domare, dall’altro non può essere soppressa perché ciò porterebbe alla sterilità psicologica. L’idea è espressa in modo ancora più pregnante da Fulcanelli. Il drago della statua della Fortezza è il simbolo della prima materia, del substrato di partenza dell’opus, che l’adepto dovrà perfezionare e purificare, onde produrre l’oro. La torre si può considerare il contenente, il rifugio, l’asilo protettore del drago mercuriale, l’athanor dove esso viene sottoposto alle procedure dell’opus. L’adepto deve estrarlo mediante operazioni di soluzione e fissazione (solve et coagula), compiute attraverso un solvente sui generis, lo Spirito Universale, che viene incorporato anzi corporificato nel Mercurio dei Filosofi, l’Androgino mercuriale che contiene in sé la completezza e la totalità (articolo). [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] L’esoterista, scrittore e disegnatore svizzero Oswald Wirth ne I Tarocchi (1924) come carta della Forza raffigura una giovane donna bionda e graziosa che, senza sforzo apparente, doma un leone infuriato e gli tiene aperte le mascelle, discostandosi così dall’iconografia classica che elegge a simbolo della Forza Ercole che vince il leone nemeo. La giovane regina della Forza però non lo uccide, ma si limita a domarlo, bloccandone l’espressione più pericolosa dell’aggressività, le fauci minacciose. Questo perché la forza del leone rappresenta la forza dell’istintività, che se da un lato bisogna indirizzare, modulare, gestire, in una parola domare, dall’altro non può essere soppressa perché ciò porterebbe alla sterilità psicologica. L’idea è espressa in modo ancora più pregnante da Fulcanelli. Il drago della statua della Fortezza è il simbolo della prima materia, del substrato di partenza dell’opus, che l’adepto dovrà perfezionare e purificare, onde produrre l’oro. La torre si può considerare il contenente, il rifugio, l’asilo protettore del drago mercuriale, l’athanor dove esso viene sottoposto alle procedure dell’opus. L’adepto deve estrarlo mediante operazioni di soluzione e fissazione (solve et coagula), compiute attraverso un solvente sui generis, lo Spirito Universale, che viene incorporato anzi corporificato nel Mercurio dei Filosofi, l’Androgino mercuriale che contiene in sé la completezza e la totalità (articolo). [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on 16.1.2 &#8211; Saturno, Cronos, il piombo by 16.1.2 &#8211; Saturno, Cronos, il piombo &#124; AXIS MUNDI</title>
		<link>http://www.axismundi.biz/?page_id=1949&#038;cpage=1#comment-615</link>
		<dc:creator>16.1.2 &#8211; Saturno, Cronos, il piombo &#124; AXIS MUNDI</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 16:47:41 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Saturno-Crono incarna la morte, l’aspetto distruttivo del tempo, ma anche l’Opera al Nero, l’iniziale “porta delle tenebre”, attraverso la quale deve passare la materia per essere rinnovata e restaurata. A lui è associato il livello più basso, la materia più grezza, la base della costruzione del mondo: pietre, terra, piombo, antimonio. Agli occhi dei chimici volgari Saturno è il piombo. Ma per i Filosofi ermetici è la nigredo, il color nero, quello della prima materia disciolta e putrefatta. Alla dimensione della conservazione dell’esistenza corrisponde Saturno, principio di contrazione, concentrazione, fissazione, condensazione, inerzia, restrizione, concretizzazione, impietramento. E’ una forza che tende a cristallizzare, a fissare nella rigidità le cose esistenti e si oppone così a ogni cambiamento. In esso le energie tendono a condensarsi e a raccogliersi in se stesse. E’ l’opposto di Giove, principio di espansione e di esaltazione. Però Saturno è anche la concreta organizzazione materiale del vivente, il suo corpo fisico, e da qui il suo legame con l’elemento Terra. D’altra parte il piombo, il più volgare dei metalli, vale anche come principio oscuro, punto di partenza e stadio iniziale dell’opera, possibile espressione di prima materia in quanto elemento volgare e disprezzato ma che ha in sé tutta la potenzialità della preziosa Pietra Filosofale, che  ne è lo stadio finale (articolo). [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Saturno-Crono incarna la morte, l’aspetto distruttivo del tempo, ma anche l’Opera al Nero, l’iniziale “porta delle tenebre”, attraverso la quale deve passare la materia per essere rinnovata e restaurata. A lui è associato il livello più basso, la materia più grezza, la base della costruzione del mondo: pietre, terra, piombo, antimonio. Agli occhi dei chimici volgari Saturno è il piombo. Ma per i Filosofi ermetici è la nigredo, il color nero, quello della prima materia disciolta e putrefatta. Alla dimensione della conservazione dell’esistenza corrisponde Saturno, principio di contrazione, concentrazione, fissazione, condensazione, inerzia, restrizione, concretizzazione, impietramento. E’ una forza che tende a cristallizzare, a fissare nella rigidità le cose esistenti e si oppone così a ogni cambiamento. In esso le energie tendono a condensarsi e a raccogliersi in se stesse. E’ l’opposto di Giove, principio di espansione e di esaltazione. Però Saturno è anche la concreta organizzazione materiale del vivente, il suo corpo fisico, e da qui il suo legame con l’elemento Terra. D’altra parte il piombo, il più volgare dei metalli, vale anche come principio oscuro, punto di partenza e stadio iniziale dell’opera, possibile espressione di prima materia in quanto elemento volgare e disprezzato ma che ha in sé tutta la potenzialità della preziosa Pietra Filosofale, che  ne è lo stadio finale (articolo). [...]</p>
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		<title>Comment on 16.1.1 &#8211; L&#8217;avarizia nella storia by 16.1.1 &#8211; L’avarizia nella storia &#124; AXIS MUNDI</title>
		<link>http://www.axismundi.biz/?page_id=1925&#038;cpage=1#comment-614</link>
		<dc:creator>16.1.1 &#8211; L’avarizia nella storia &#124; AXIS MUNDI</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 13:36:07 +0000</pubDate>
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