L’uomo sui tre regni secondo la creazione divina, G. B. Diana Paleologo, Sacra Universal Filosofia, Lucca, 1713

Sembra che i più recenti progressi della conoscenza si avviino a realizzare quell’idea di unus mundus che era al centro della speculazione degli alchimisti e degli umanisti del Rinascimento. Questa prospettiva unitaria è ripresa dall’Olismo, termine con cui s’intende una posizione filosofico-scientifica che vede l’intero cosmo, la natura e l’uomo in essa inserito come un tutto unitario. L’Olismo parte dalla visione sistemica, secondo la quale la struttura e il comportamento di un sistema non possono essere ridotti alla somma delle parti, ma manifestano alcune proprietà emergenti che sono dovute ad altri fenomeni o enti intrinseci al sistema, ad esempio le relazioni che si creano tra i suoi componenti, e da qui si allarga ad una concezione quasi mistica e certo anticonvenzionale rispetto alla scienza tradizionale. Olismo deriva dalla parola greca holos che significa tutto, intero, termine che però non va confuso con l’altra parola greca pan, che anch’essa significa tutto, ma inteso come insieme di parti ben distinte tra loro. Conseguentemente l’Olismo enfatizza la tendenza che ha la natura a raggruppare e mettere in relazione parti, corpi ecc. allo scopo di ottenere non un semplice assemblaggio di elementi, ma una “totalità”, un “intero” con caratteristiche proprie, autonome e distinte da quelle dei componenti stessi. La medicina olistica ad esempio osserva l’uomo non come insieme di cellule, di organi e di apparati, ma come la totalità più importante esistente in natura, secondo il principio clell’unus mundus  che il microcosmo è lo specchio del macrocosmo. Pertanto l’olismo supera la divisione tra psiche e soma, ricercando l’unità mente-corpo. Questa visione si rifà da un lato alla visione unitaria dell’Alchimia e dell’Umanesimo, dall’altro alla pratica della medicina non tradizionale dei guaritori, dei medicine man e dei semplicisti, che ricorrono ai rimedi naturali e a pratiche che agiscono sull’unità mente-corpo, attraverso tecniche che implicano la suggestione  o addirittura l’ipnosi ma comunque uno stretto rapporto curatore-ammalato.
L’idea che il tutto sia qualcosa di più della somma delle parti è alla base della Teoria Generale dei Sistemi (TGS) di Von Bertalanffy (1968), che certo gioca un ruolo eminente nella costituzione della visione olistica; tale teoria tuttavia è, di nuovo, la parte rispetto al tutto, perché l’Olismo è una visione complessa che mette insieme diversi contributi e prospettive. Nell’Olismo l’implicazione tra la parte e il tutto è reciproca: il tutto comprende la parte, ma la parte comprende il tutto, e il paradigma in tal senso è quello dell’ologramma. Un ologramma è un’immagine fotografica prodotta da una luce laser. L’immagine viene immagazzinata su una lastra fotografica e poi ricreata illuminando con un laser la lastra per creare un’immagine tridimensionale. Ma se illuminiamo col laser una piccola parte tagliata via dalla lastra fotografica originaria, l’immagine che compare è ancora quella intera, anche se con qualche dettaglio in meno. In altre parole, ogni parte ha implicitamente trattenuto l’informazione del tutto. Gli ologrammi, tuttavia, sono delle immagini statiche e non catturano quel movimento dinamico che l’Olismo attribuisce all’ordinata  complessità dell’universo, dove ogni “parte” del flusso porta con sé un’immagine implicita del tutto che è in continuo dispiegamento.
Non dimentichiamo poi che questa posizione è contrapposta a quella del riduzionismo, il quale sostiene che gli enti, le metodologie o i concetti della scienza debbano essere ridotti al minimo sufficiente a spiegare i fatti. Il riduzionismo può essere inteso come un’applicazione del cosiddetto “rasoio di Occam”(o “principio di economia”), entia non sunt moltiplicanda praeter necessitatem, secondo cui non bisogna aumentare senza necessità le entità coinvolte nella spiegazione di un fenomeno; esso è alla base della visione scientifica moderna. In antitesi, il termine olismo viene generalmente associato a una prospettiva generale di carattere intuizionistico e persino tendenzialmente mistico; allora l’Olismo potrebbe essere una forma nuova e più raffinata di irrazionalismo, o addirittura di oscurantismo, che mescolando e confondendo spiegazione scientifica e visione “magica” userebbe anche la scienza per corroborare una prospettiva sostanzialmente superstiziosa e mistificatoria. Ciò affermano infatti i sostenitori del razionalismo scientifico. Gli olisti replicano che la visione tecnico-scientifica del mondo con la sua insistenza sullo studio delle parti, sulla specializzazione del sapere, sull’oggettivazione, ha prodotto una visione unilaterale, parcellizzata e in fin dei conti distruttiva della realtà, che alla fin fine trova in se stessa delle insormontabili aporie, sia a livello microcosmico (microscopico), che a livello macrocosmico (macroscopico). Due su tutte: il principio di indeterminazione di Heisenberg dice che è impossibile misurare contemporaneamente la posizione e la quantità di moto di una particella, che l’atto della misurazione a livello submicroscopico altera irrimediabilmente l’oggetto osservato, e che dunque bisogna inserire il soggetto osservatore nella descrizione del fenomeno. Il che esclude quindi la reale possibilità dell’oggettività. Invece, l’insostenibilità del modello di sviluppo attuale, con le sue conseguenze catastrofiche sull’ecologia del pianeta, sul deterioramento delle condizioni climatiche e sull’estinzione delle specie viventi escluso l’uomo indicano come il mondo prodotto da una visione tecnico-scientifica unilaterale e non temperata ha i giorni contati.
Volendo in qualche modo schematizzare, l’Olismo ha i suoi padri fondatori, ovvero un gruppo di ricercatori contemporanei i quali, pur mantendendosi all’interno di una visione scientifico-razionale, non hanno esitato a evidenziarne i limiti, e a cercare delle aperture in quello che uno di loro, Bateson, definisce il pensiero scientifico-filosofico dei primordi, anteriore alla scissione di scienza, religione e filosofia in attività distinte, separatamente coltivate da specialisti di diverse discipline. Tra questi padri fondatori, che potrebbero essere molti, scegliamo alcuni il cui pensiero mantiene un rigore e un’incisività che gli hanno meritato dei riconoscimenti anche dalla scienza tradizionale: Gregory Bateson, Ludwig von Bertalanffy, Ilya Prigogine, Candace Perth, David Bohm.

Il filosofo giardiniere sul monte dei pianeti-metalli, al centro del micro-macrocosmo alchemico, è rappresentato da Janitor Pansophus, in Musaeum Hermeticum, Francoforte, 1749

12.1 – Von Bertalanffy e la Teoria Generale dei Sistemi

Ludwig von Bertalanffy (Vienna, 19 settembre 1901 – New York, 12 giugno 1972) è stato un biologo austriaco, nonché il fondatore della Teoria Generale dei Sistemi (TGS). Cominciò la sua carriera come biologo a Vienna, dove ben presto aderì ad un gruppo di scienziati e filosofi noto a livello internazionale come Circolo di Vienna. Fin dall’inizio estese il suo lavoro a tematiche filosofiche più ampie e nel 1968 pubblicò il suo volume principale, Teoria Generale dei Sistemi. Da allora un approccio orientato al sistema è divenuto comune a tutte le scienze e le discipline che trattino di interazioni. Nel suo intendimento, la teoria generale dei sistemi (TGS) è un nuovo paradigma secondo Kuhn (1962), un nuovo orientamento che introduce nella descrizione dei fenomeni i principi della relazione tra le parti, dell’organizzazione e della gerarchizzazione di esse. Il concetto di sistema è un principio unificante l’attività degli scienziati e una proposta di superamento degli approcci settoriali in nome del lavoro interdisciplinare e di una scienza della totalità; ma la TGS coglie anche il bisogno di rendere “scientifiche” le scienze comportamentali biologiche e sociali  attraverso una estensione ad esse della teoria scientifica più generale. Con von Bertalanffy inizia quel cammino, che continua con Prygogine, teso a dimostrare che la vita organica e la vita inorganica non sono due ambiti separati, ma che esse si possono comprendere a partire dalle stesse leggi.
La cibernetica di Weiner e la teoria dell’informazione di Shannon e Weaver, sviluppate per soddisfare le richieste sempre più pressanti dell’ingegneria indotte da processi di produzione via via più complessi, hanno alimentato il fiorire delle scienze dei sistemi più specifiche (teoria della comunicazione, ingegneria dei sistemi, informatica, scienza dell’organizzazione, teoria dei giochi, teoria delle decisioni). All’interno di esse la TGS mantiene un suo carattere generale ma individua anche un ambito più specifico, uno speciale sottoinsieme, l’insieme dei sistemi viventi. Gli organismi viventi sono sistemi aperti in stato quasi stazionario, che si mantiene costante attraverso uno scambio di materia ed energia con l’ambiente esterno, e che sono organizzati ad opera dell’informazione. Caratteristiche essenziali della vita sono l’autoregolazione del metabolismo, il mantenimento entro limiti prefissati compatibili con la propria conservazione delle variabili critiche (omeostasi) e l’autoorganizzazione.
La TGS parte dall’idea che il tutto è qualcosa di più della somma delle parti. Dalla teoria dell’informazione di Shannon e Weaver la TGS riprende l’idea che il principio organizzatore dei sistemi è l’informazione, che in quanto tale aumenta il livello di organizzazione e di ordine del sistema ed equivale all’entropia negativa (neghentropia), che se confrontata con una distribuzione casuale è uno stato altamente improbabile. Il mondo vivente mostra infatti una transizione verso ordini di carattere più elevato, verso l’eterogeneità e l’organizzazione, che insieme costituiscono la complessità, e questo comporta una diminuzione di entropia. I sistemi viventi mantenendosi in uno stato stazionario, ovvero mantenendo stabili le loro variabili critiche, possono evitare un aumento di entropia, e anzi andare verso stati di ordine e organizzazione crescenti; questo è assicurato attraverso uno scambio di materia, energia e informazione dall’ambiente, sì che l’entropia complessiva del sistema organismo-ambiente aumenta – e quindi il secondo principio della termodinamica è rispettato – ma l’organismo aumenta il suo grado di organizzazione e quindi la sua neghentropia.
La fisica convenzionale considera solo i sistemi chiusi; i sistemi biologici sono sistemi aperti, che scambiano con l’ambiente materia, energia ed informazione. Il prototipo della descrizione dei sistemi è un insieme di equazioni differenziali simultanee, le quali sono non lineari. Essa riprende dalla cibernetica di Norbert Wiener il principio di causalità circolare, secondo il quale la variabile in uscita esercita un effetto sulla variabile in entrata, sia nel senso di una diminuzione o “correzione” del flusso (feedback o retroazione negativa), sia nel senso di una sua amplificazione (feedback o retroazione positivo). Nel primo caso la variazione è smorzata, e il sistema mantiene stabili le sue variabili critiche, ovvero l’omeostasi; nel secondo caso la fluttuazione è amplificata, e il sistema va verso un cambiamento del suo assetto funzionale. Le varie componenti del sistema intrattengono tra di loro delle retroazione circolari, descrivibili mediante equazioni non lineari, con conseguenti aggiustamenti reciproci, che fanno sì che il sistema funzioni come un tutto. Questo criterio si ritrova nella biochimica dei viventi, in cui spesso un prodotto di reazione influisce sulla produzione di un reagente, catalizzandola o inibendola. In tal modo il sistema si comporta come un tutto, in cui il processo locale sembra essere informato della totalità. Inoltre, la causalità circolare ripropone ad altro livello il principio teleologico, inteso non come un fine immanente nel sistema, ma come un sistema di aggiustamenti reciproci delle variabili critiche del sistema, finalizzato al mantenimento dell’omeostasi del sistema stesso. Corollario a ciò è il principio di equifinalità: in un sistema aperto lo stato finale può essere raggiunto in diversi modi e a partire da diverse condizioni iniziali. Retroazione ed equifinalità mantengono il sistema in uno stato stazionario, che rappresenta l’omeostasi (invarianza) del sistema. Tuttavia il sistema è capace anche di cambiamento, secondo il metodo per tentativi ed errori. Il sistema tende entro certi limiti ad ammortizzare le perturbazioni della sua omeostasi, ma quando alcune funzioni a gradino raggiungono una soglia critica saltano in una nuova famiglia di equazioni differenziali, ed il sistema raggiunge un nuovo stato stazionario, che garantisce il suo adattamento all’ambiente.

L’uomo come specchio dell’universo, A. Otho, Anthroposcopia, Lipsia, 1668

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One Response to “12 – L’Olismo: una visione unitaria dell’uomo e della natura 12.1 – Von Berthalanffy e la Teoria Generale dei Sistemi”

  • [...] Sembra che i più recenti progressi della conoscenza si avviino a realizzare quell’idea di unus mundus che era al centro della speculazione degli alchimisti e degli umanisti del Rinascimento. Questa prospettiva unitaria è ripresa dall’olismo, termine con cui s’intende una posizione filosofico-scientifica che vede l’intero cosmo, la natura e l’uomo in essa inserito come un tutto unitario. L’olismo parte dalla visione sistemica, secondo la quale la struttura e il comportamento di un sistema non possono essere ridotti alla somma delle parti, ma manifestano alcune proprietà emergenti che sono dovute ad altri fenomeni o enti intrinseci al sistema, ad esempio le relazioni che si creano tra i suoi componenti, e da qui si allarga ad una concezione quasi mistica e certo anticonvenzionale rispetto alla scienza tradizionale. Olismo deriva dalla parola greca holos che significa tutto, intero, termine che però non va confuso con l’altra parola greca pan, che anch’essa significa tutto, ma inteso come insieme di parti ben distinte tra loro. Conseguentemente l’olismo enfatizza la tendenza che ha la natura a raggruppare e mettere in relazione parti, corpi ecc. allo scopo di ottenere non un semplice assemblaggio di elementi, ma una “totalità”, un “intero” con caratteristiche proprie, autonome e distinte da quelle dei componenti stessi (articolo). [...]

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