6.6 – La via secca e la via umida


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L’animae extractio e l’ablutio vel purificatio, Rosarium Philosophorum

La maggior parte degli alchimisti ammette la possibilità di due vie, una corta e facile, ma più rischiosa, chiamata via secca, e una più lunga e ingrata, ma sicura, la via umida. La via secca prosegue con la decoctio,la cottura. La polverizzazione richiede sotto l’azione di due fuochi, uno esterno e l’altro interno. Grazie anche all’azione del fuoco intrinseco sviluppato dalla disgregazione, avvengono le fasi successive della calcinatio e della incineratio: la cenere calcinata abbandona le proprie impurità grossolane e combustibili, per dar luogo a un Sale puro, che la cottura colora a poco a poco e riveste dell’energia del fuoco. Per questo Artefio dice:

Nella cenere che rimane sul fondo della tomba si trova il diadema del re (citato in Roob, 1997, p. 206).

Per tre volte il substrato deve sottostare a una nuova cottura (decoctio), a nuove dissolutio e coagulatio. La forma completa dell’opus si acquisisce attraverso una serie di cotture, le cosiddette multiplicatio. Nella via umida, alla putrefactio segue l’impregnatio, o animae extractio, con cui l’essenza volatile viene estratta dalla massa in putrefazione, e viene successivamente distaccata e volatilizzata; e poi l’ablutio, o purificatio, con cui il lato, lattone non pulito, viene mondato delle sue impurità tramite distillazione e poi precipitato, utilizzandosi la similitudine della pioggia che cade per lavare la pietra, o dei fumi (evaporationes) che precipitano per detergere il nero.Bisogna ora corporificare lo spirito volatile che si libra sospeso nel vas, espressione dell’essenza del metallo e in ultimo dell’anima mundi, dello Spirito di vita universale,e il risultato ultimo di queste operazioni è la Pietra Filosofale.

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L’ortus vel sublimatio e l’albedo, o Pietra bianca, con l’albero dei soli lunari

Il lato, o lattone, o sale residuo in fondo al vas, viene sottoposto a una serie di procedure “vivificanti”. Per questo si dice che il metallo che si ottiene è un metallo giovane, oro giovane o ringiovanito, o addirittura oro bambino, e il mercurio è chiamato Fons Vitae o Fontana di Giovinezza. L’essenza volatile condensata, precipitata e fluidificata è la rugiada, Ros, spesso simboleggiata dalle rose, che si raccoglie durante la notte, perché il Sole, come il fuoco non regolato, è nemico dell’opus. La sublimatio, liberando da lebbre e coercizioni lo spirito di vita, segna però la nascita (ortus) e il giubilo (iubilatio) di ciò che si prefigura come il fondamento dell’opera: il Mercurio duplice o dei Saggi, o aqua permanens, umido radicale, seme dei metalli, Rebis, lapis philosophorum. Ma il volatile prodottosi dall’evaporazione del fisso deve sottostare a una nuova fissazione e, purificato, reintegrarsi nel Lapis. La Regina (il dissolvente) agendo sul Re (il metallo) lo rincruda, cioè lo ringiovanisce, operazione che produce lo Zolfo vivo, la Pietra di primo ordine. La comparsa dell’Oro bambino, o Zolfo ringiovanito, è segnata da una disposizione geometrica alla superficie del substrato, che ha fatto pensare a una stella. La stella annuncia la buona novella, il compimento dell’Opera, e Compostella non è solo la meta di un pellegrinaggio altrettanto lungo e periglioso, ma, per la cabala fonetica, il segno che l’alchimista è padrone della stella (compos stellae).

La Regina dovrà unirsi altre due volte al giovane Re per ottenere

la Pietra perfetta. Successivamente

la Pietra deve essere nutrita (cibatio) e infine sottoposta alla fermentatio con l’argento, che dà luogo all’albedo o opera al bianco, con cui si ha

la Pietra Bianca; mentre alla fermentatio con l’oro sopravviene la rubedo o opera al rosso, con la produzione della Pietra Rossa. La vivificatio si riferisce al fatto che

la Pietra ancora incompleta viene in certo qual modo fecondata dalla precipitazione dei vapori, e queste procedure hanno su di essa un effetto vivificante e stabilizzante (fissatio).polverizzazione.jpg

La polverizzazione, con spada e freccia (fuoco esterno e interno), Aurora Consurgens, Ms. inizio XV sec., Berlino.

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