6.7 – Il compimento dell’opus: l’albedo e la rubedo

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La fermentatio filosofica e l’illuminatio (il Sole che nasce dal bagno mercuriale), Rosarium Philosophorum

Perfetta sostieni cottura

di veglie al crogiolo non stanca

lavoro produce tintura

fermenta materia e s’imbianca. La conclusione dell’opus richiede una pazienza e una sollecitudine infiniti. Il processo passa successive soluzioni e coagulazioni, esaltazioni e fissazioni, perché i composti sono instabili e richiedono una cottura a fuoco costante, l’opus mulierum et ludus puerorum (lavoro delle donne e gioco dei bambini). Essa avviene sotto il segno dei Gemelli, i bambini che giocano, il cui signore è Mercurio, che nello Zodiaco è a contatto col Cancro, segno della Luna e dell’Argento (opera al bianco); Fulcanelli (1957) riporta una curiosa rappresentazione zodiacale in cui ai Gemelli è prossimo il Leone, segno del Sole e dell’oro (opera al rosso). L’inizio del compimento dell’opus è segnato secondo alcuni dalla comparsa sulla superficie del metallo fuso di una pellicola iridescente, dai molteplici colori, detta perciò cauda pavonis. Alla fine dell’albedo o opera al bianco, si ha la Pietra Bianca, che secondo un alchimista spirituale come Burckahrdt (1974) è una nuova identità, un’esperienza luminosa, la pace, l’innocenza, la felicità, la liberazione dai conflitti, che come

la Luna risplende nel firmamentum interiore dell’alchimista, mentre il suo Argento tinge l’oscurità. cibatio-fissatio.jpg

La cibatio (nutrizione o imbibizione) e la fissatio, Rosarium Philosophorum

Con l’ultima fase, la rubedo o opera al rosso, l’alchimista si unisce alle energie primordiali, rappresentate dallo Zolfo e dall’Arsenico. Le procedure in questo stadio sono le più eterogenee, centrate sulla rigenerazione (ortus), sulla nutrizione del lapis (cibatio), e sulla realizzazione dell’unione di corpo, anima e spirito. L’anima viene purificata e reintegrata, attraverso l’unione tensionale degli opposti, Zolfo e Mercurio, cambiando e colorando la personalità più profonda, e trasformandola in Oro. L’alchimista secondo Burckhardt vive la trasformazione con palpitante eccitazione emotiva, abbandonandosi alla sua vera identità interiore. Alla fine, come l’aurora giallo e porpora che dissipa la notte, il premio è la comparsa nel vas della Pietra Rossa, splendente al pari dell’Oro e del Sole. Il risultato finale si chiama projectio, polvere di proiezione, perché proietta qualsiasi metallo verso la perfezione dell’oro. La multiplicatio si riferisce al fatto che la pietra filosofale è capace di trasmutare in quantità, ma questa proprietà si acquisisce solo con una serie di ulteriori cotture, le cosiddette moltiplicazioni. Le procedure di dissoluzione del corpo metallico per mezzo del Mercurio, le nozze chimiche tra Zolfo e Mercurio, permettono di giungere al Mercurio dei Saggi, o Rebis, Aqua Permanens,Umido radicale dei Metalli, Materia Prossima all’Opera, Seme dei Metalli, Sale di Saggezza, Mercurio Doppio, Pietra dei Filosofi, Pietra Angolare dell’Opera. Tentando, con Lucarelli (2005), di mettere ordine in questa congerie di simboli: La quercia è il Caos dei Saggi iniziale, la materia grezza così come viene estratta dalla miniera, il soggetto grossolano. La galla sarà allora il mercurio comune, primo dissolvente, che ne viene estratto. Il kermes è lo stesso mercurio preparato e animato, il mercurio dei Saggi che si ottiene unendo l’anima metallica , l’oro mistico, cioè lo zolfo, al primo mercurio (p. 285).

draco-mercurii.jpg La calcinazione: il dragone ermetico con la materia lunare e solare decapitata, nel vas la nascita dei fiori d’argento e d’oro, Aurora Consurgens

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