4.0.1 – Dal sacro al profano: procedure apotropaiche e quadrati magici

I quadrati magici sono successioni di lettere o cifre: nel caso di lettere, formano parole doppiamente palindrome, il cui significato cioè non cambia sia se le si leggono in senso orizzontale, da sinistra a destra o da destra a sinistra, sia se le si leggono in senso verticale, dall’alto verso il basso o dal basso verso l’alto, e comunque esso è crittografico, sovente apotropaico; nel caso di cifre, esse costituiscono uno schieramento tale che la somma dei numeri presenti in ogni riga, in ogni colonna e in entrambe le diagonali sia sempre lo stesso numero, che è denominato somma magica o costante magica del quadrato. I quadrati magici dal tre al nove sono analogicamente legati ai pianeti tradizionali, quello del tre a Saturno, quello del quattro a Giove ( e infatti compare al contrario nella celebre Melancholia di Durer, che ovviamente è il negativo dell’espansività gioviana), quello del sette a Venere, quello dell’otto a Mercurio, quello del nove alla Luna. Celeberrimo è un quadrato magico graffito su una colonna della Grande Palestra negli scavi di Pompei, e in svariati altri luoghi, a Roma nella Basilica di S. Maria Maggiore, a Siena nell’Abbazia di S. Maria della Scala, sul fianco sinistro della cattedrale di Campiglia Marittima, in provincia di Livorno, nell’Abbazia di Montecassino, a Magliano dei Marsi in provincia dell’Aquila nella chiesa di S. Lucia, a San Felice del Molise, nella chiesa di Santa Maria Ester, a Capestrano, Chieti, nella chiesa di San Pietro ad Oratorium, alla Certosa di Trisulti, Frosinone. Come si può leggere in Camilleri (1999) le interpretazioni si sono sprecate, e mai del tutto soddisfacenti. Un’occhiata all’immagine precedente, del Cristo che regge le sfere celesti, tuttavia ci può indirizzare:Sator, contrazione di salvator, latino salvatore, che inoltre riprende il greco sotèr, dal medesimo significato;Arepo: è il lemma più ostico, vero e proprio rompicapo. Potrebbe riferirsi ad aleph, prima lettera dell’alfabeto ebraico, e sarebbe una contrazione di aleph-o, aleph e omega, un altro modo di dire “Io sono l’alfa e l’omega”. O meglio ancora potrebbe essere l’ablativo di Erebus, Erebo, l’Oltretomba pagano: quindi, colui che salva dagl’Inferi;Tenet, tiene;Opera, ablativo di opera, con la sua opera, riferito al lavoro incessante della Creazione, di cui il Figlio è protagonista assieme al Padre;Rotas, sono le sfere celesti, che il Salvatore mantiene in perpetuo movimento, anche per darci la possibilità di risalirle per giungere fino al divino. L’attribuzione gnostica del quadrato sarebbe compatibile con la sua datazione, anteriore all’eruzione di Pompei, ovvero al 79 d. C.

S A T O R
A R E P O
T E N E T
O P E R A
R O T A S

melancholia.jpg

Melancholia, A. Durer, 1574.

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