9 – La ricerca del nucleo più nascosto della verità in Occidente: il Mistico, l’Esoterico, il Teosofo

La scuola di Atene, particolare, Raffaello Sanzio, 1509-11, affresco, Città del Vaticano, Musei Vaticani

La via mistica è un processo di sublimazione che porta l’individuo a livelli più alti rispetto ai normali stati di coscienza (Nottingham, 2004), attraverso la padronanza e la trasformazione delle componenti istintuali della personalità (affetti, motivazioni) e la presa di coscienza e l’affrancamento dei condizionamenti ambientali e dei nuclei relazionali che questi strutturano nel carattere; questa acquisizione può giungere fino all’unione col divino, alla divinizzazione dell’uomo, la teosi o teandria. La mistica si pone sempre in un rapporto dialettico con l’ortodossia religiosa, poiché ciascuna contemporaneamente nega e afferma l’altra: la mistica superando il dogma e arricchendolo, la fede canonica limitando la verità consacrata ma poi integrando le rivelazioni del mistico. A partire da un certo punto del pensiero occidentale al misticismo si affianca, nel rapporto dialettico con la tradizione, un altro nucleo di conoscenza: l’esoterismo.

Esoterismo è un termine che viene applicato da Aristotele all’insegnamento da lui impartito a discepoli già forniti di un alto grado di istruzione. Il termine assume a poco a poco il significato di “permesso di entrare dall’esterno all’interno”, e quindi sta a indicare quelle dottrine di carattere segreto i cui insegnamenti sono riservati agli adepti, ai quali soltanto è consentita la rivelazione di una verità occulta e di un significato nascosto. Esso è contrapposto a essoterico, che è il sapere a cui hanno accesso tutti indistintamente. Alcune scuole addirittura distinguono un ulteriore ambito di conoscienza, intermedio tra i due, detto mesoterico. Esoterismo a sua volta va distinto da occultismo, termine che deriva dal De Occulta Philosophia di Cornelio Agrippa, un insieme di ricerche su astrologia, alchimia, magia, cabala, e che indica ogni pratica relativa a tali scienze, e quindi le procedure operative ed effettive dell’esoterismo – che si riferirebbe invece più specificamente alla forma di pensiero che sottende la pratica. In senso più stretto, occultismo si riferisce alla scuola di pensiero e operativa di Eliphas Levi (1810-75).

Secondo Faivre (1992), titolare della cattedra di “Storia delle correnti esoteriche e mistiche nell’Europa contemporanea” presso la Ecole pratique des hautes éstudes della Sorbona, l’esoterismo è una forma di pensiero che nell’Occidente moderno è definito da sei caratteri fondamentali, quattro intrinseci:

  • il principio di corrispondenza, ovvero dell’interdipendenza del tutto, in virtù del quale l’ordine microcosmico rispecchia e traduce l’ordine macrocosmico;

  • la Natura viva, la conoscenza della quale schiude l’accesso alla rete di simpatie, attrazioni e repulsioni che la regolano in guisa appunto di un organismo vivente;

  • l’immaginazione come organo di conoscenza visionaria di sé, del mondo, del mito, di Dio, e che pertanto fa da mediazione nel passaggio tra micorcosmo e macrocosmo, tra umano e divino;

  • l’esperienza della trasmutazione, intesa sia in senso materiale come trasformazione di una sostanza comune in una preziosa, che in senso spirituale, come passaggio ad un piano superiore dell’Essere;

    e da due accessori:

  • la pratica della concordanza, che consiste nello stabilire denominazioni comuni tra due o più tradizioni diverse, se non tra tutte le tradizioni, arrivando a un”unità fondamentale delle religioni;

  • la pratica della trasmissione, in virtù della quale la vera conoscenza viene trasmessa attraverso una “filiazione” la cui autenticità non deve lasciar dubbi, e che pertanto richiede da parte del discepolo il sottoporsi a dei rituali di iniziazione.

Detto questo, è impossibile risalire all’inizio delle tradizioni esoteriche dell’Occidente, che sovente si richiamano alla religione egiziana, all’orfismo, al pitagorismo, ad Atlantide, ai Templari, ai Rosacroce, e via di seguito. Il termine Teosofia, composto dal greco theos, dio e sophia, sapienza, indica la scienza di Dio, e quindi ogni sistema il cui fondamento primo sia un’illuminazione metafisica trascendente, ed in un certo senso comprende in sé sia la mistica che l’esoterismo. Il teosofo sarà un individuo che ha avuto il privilegio di ricevere contatti che lo trasportano nel cuore stesso dell’Essere e di rispondere, grazie a questa conoscenza diretta del Divino, in modo logico e coerente a tutti i problemi dell’umanità. Pertanto la Teosofia non è conoscenza astratta ma, attraverso l’imaginatio, la riappropriazione del simbolo e la rimitizzazione del quotidiano, diventa trasformazione della pratica, che si basa sul rapporto fondante con l’Assoluto. La Teosofia pone all’inizio un Assoluto impersonale, dal quale procedono, lungo la scala dell’Essere, il Dio manifestatosi e poi tutte le cose. Mentre il teosofo va da Dio verso la natura concreta, il pansofo va dalle cose verso Dio, in quanto la conoscenza di quelle gli conferisce l’accesso alla Verità ultima, e in questo si avvicina molto al panteista, che vede Dio in tutte le manifestazioni della realtà.

Mecurio ammonisce al silenzio, Achille Bocchius, Symbolicarum Quaestionum…, Bologna, 1555.

La parola Teosofia si applica perciò a molti sistemi alcuni dei quali abbiamo incontrato, proprio perché l’idea di ascesa cerimoniale dei gradi dell’Essere è allo stesso tempo l’idea di rivelazione e illuminazione; a questi potremmo aggiungere altri, in primo luogo le Upanishad, il neoplatonismo, la mistica di Jacob Boehme. Oggi però si tende a identificare con Teosofia la scuola fondata da Madame Blavatsky, e in questo senso Guenon distingue Teosofia, nel senso generale, da Teosofismo, la disciplina di Madame Blavatsky, e la lingua inglese chiama il praticante teosopher nel primo caso e theosophist nel secondo.

Secondo Faivre (1970-76), i Teosofi insistono sui punti della dottrina o del dogma che l’essoterismo delle Chiese ufficiali tende a tralasciare o a passare sotto silenzio, approfondendoli sia attraverso l’illuminazione che la riflessione, che a loro volta risultano o da una ricerca personale o da un’iniziazione. La mistica speculativa dà al teosofo la presunzione di ricevere una conoscenza ispirata, e quindi veridica, su temi altrimenti inaccessibili come la cosmogonia, la cosmologia, l’escatologia, che lo mettono in condizione di costruirsi dei sistemi complessi sulla natura ultima del divino e della realtà. E’ chiaro che rispetto a questa conoscenza ultima il teosofo si sente molto più vicino ad altri teosofi di altri religioni, che non al clero della propria, essendo unito a quelli dalla comune ispirazione, e diviso da questo dal dogma. Ecco dunque sorgere il concetto di Chiesa interiore, che sfocerà poi in quello di Schuon di “unità trascendente delle religioni”. Per l’esoterista come per il mistico le barriere confessionali hanno ben poca importanza, perché il loro interesse va piuttosto alla religione del cuore, quel nucleo profondo di conoscenza che essendo poco sviluppato dalla religione della lettera non è di natura tale da dividere anche punto di vista diversi. Ad un passaggio successivo, si assiste come reazione contro le Chiese al crearsi di obbedienze trasversali indipendenti dalle religioni ufficiali – società segrete, centri di iniziazione; in alcuni casi, un impulso innovatore ch efa venire allo scoperto il fenomeno e lo traspone su scala più vasta può dar luogo a un nuovo movimento religioso.

Il teosofo può aver rispetto alla Chiesa ufficiale un atteggiamento di rottura o di mediazione, spesso nella Teosofia cristiana di mediazione, anche se non tollera l’irrigidimento dogmatico dell’autorità a la falsa conciliazione che questa opera sempre a pro suo. Perché egli non può venir meno al nucleo dottrinale di ogni teosofo, dalla Gnosi in poi: l’anima umana, in quanto di origine divina, è predisposta per ritornare a Dio; il centro dove Dio risiede è l’anima stessa, sì che l’unione è immanente alla stessa natura dell’uomo. La guida nel cammino di ritorno è la Tradizione, in parte smarrita e in arte preservata, che è possibile recuperare o per effetto di un’illuminazione interiore o grazie a iniziazioni che contengono preziosi segreti di conoscenza o mettono in contatto con potenze soprannaturali. L’iniziazione è inseparabile dalla Rigenerazione o Reintegrazione nell’unità primordiale, che dipende da una Gnosi (conoscenza interiore rivelata) più che da una Chiesa (apparato formale e dogmatico); in questo senso, la Chiesa esteriore è destinata ad essere distrutta e soppiantata da una Chiesa invisibile.

La cultura occidentale è stata fortemente centrata sul Cristianesimo, per secoli identificato con la Chiesa Cattolica, che ha tradizionalmente usato la sua autorità e la sua forza per reprimere il dissenso, poiché sostiene che qualsiasi ricerca spirituale deve avvenire nell’alveo della sua dottrina e delle sue strutture istituzionali. Perciò coloro che sono andati alla ricerca diretta di Dio lo hanno fatto aloro rischio e pericolo, ricorrendo al camuffamento e alla contraffazione (l’argot dell’Alchimia), o comunque diffondendo la conoscenza interiore entro circoli ristretti, e facendone oggetto di ricerche travagliate ed esclusive, come la Ricerca del Graal, che estrae un messaggio spirituale cristiano partendo dallo sfondo storico di antiche leggende celtiche, e rielabora il tutto in chiave iniziatica. Il viaggio interiore attualizza l’”Occidente interiore”; con le parole di Kinney:

L’Occidente interiore, dunque, è il fiume sotterraneo delle tradizioni disaggezza esperienziale (spesso definite esoteriche) che nel corso dei secoli è arrivato fino ad oggi (2004, p. 8).

Esso mira alla valorizzazione dell’esperienza interna dell’individuo, alla ricerca di una sua essenza di verità, e infine alla preservazione di una dottrina celata, costretta a un’esistenza segreta e marginale, che non si può proclamare ai quattro venti perché in contrasto con l’insegnamento ufficiale della Chiesa.

Al Castello di Corbin una spoglia fanciulla col Santo Graal predice le conquiste di Galahad, illustrazione di Arthur Rackam, 1917

Forme religiose dissidenti sono sempre esistite in seno all’Occidente, in rapporto più o meno conflittuale con l’ortodossia, dei quali l’estremo collettivo sono le guerre di religione, quello individuale i processi per stregoneria e i tribunali dell’Inquisizione. A partire dalla seconda metà del secolo scorso, alcune di esse si sono guadagnate un credito crescente come pratiche confessionali “alternative”, che specie negli ultimi anni hanno visto aumentare in una maniera esponenziale i loro affiliati. Invocare, per comprendere questi fenomeni, squilibri psicologici, bisogni di sicurezza, esperienze di estraneamento e sradicamento dai valori sociali condivisi sarebbe semplicistico, anche perché le migrazioni spirituali e le conversioni dalle religioni tradizionali a queste nuove forme religiose presentano gli stessi caratteri di quelle incontrate e abbondantemente descritte nelle Chiese ufficiali. Dunque la ragione di questi fenomeni va ricercata in dei “contenuti” che evidentemente si contrappongono efficacemente a quelli delle religioni tradizionali, soppiantandole nel momento in cui esse allentano la presa e l’attrattiva sui loro devoti. Nella seconda metà dell’ottocento, il dilagare della moda dell’occulto fa da contraltare allo scientismo positivista; nel XX secolo, allo strapotere della scienza e della tecnica si oppone la pratica e la mistica dell’età dell’Acquario, in cui alle forme tradizionali di religiosità ed iniziazione si sovrappongono quelle di ispirazione New Age. La New Age è l’età dell’Acquario, dalla cui attesa il movimento prende il nome, che in contrapposizione a quella attuale dei Pesci caratterizzata da conformismo, fanatismo, violenza, tende a valorizzare l’emotività, la visione magico-olistica del mondo, il corpo, l’energia mentale e spirituale. In realtà diversi sono i pareri sull’effettivo inizio dell’età dell’Acquario, a partire dalla precessione degli equinozi: ma, che siano le influenze planetarie, o la suggestione collettiva, si è assistito nel tardo XX secolo nel mondo occidentale a un proliferare di disomogenee realtà – filosofie, religioni, cammini iniziatici, semplici stili di vita, esperienze alternative, organizzazioni, aziende, terapie, ecc. – che perseguono tutte quante un approccio eclettico e individuale al tema della spiritualità, e che hanno finito per ritagliarsi uno spazio culturale riconosciuto e un segmento di mercato dove si vendono beni e servizi alternativi.

La Conquista del Graal, Edward Burne, 1891-94, arazzo, Birmingham, Museum and Art Gallery

Vario è il rapporto di accesso che gli aderenti alle scuole di nuova ispirazione religiosa intrattengono col nucleo di pensiero della tradizione, ovvero col segreto iniziatico. In alcune, l’appartenenza al credo implica sic et simpliciter l’esser messi a parte degli insegnamenti sapienziali. In altre invece il progresso nell’evoluzione interiore e nei gradini gerarchici d’affiliazione va di pari passo col conferimento delle conoscenze esoteriche, in un circolo virtuoso in cui il possesso di gradi sempre più avanzati di sapere esoterico richiede ed implica il raggiungimento di livelli sempre maggiori della gerarchia, che quindi si configura come una serie di tappe che segnano il percorso ascensionale dell’adepto, vero e proprio axismundi. Esempio del primo tipo di forma religiosa è lo Spiritismo, del secondo la Società Teosofica di Madame Blavatsky. Quando vi sono dei gradini evolutivi, essi corrispondono a delle vere e proprie prove, almeno nel senso rituale e simbolico, come è esemplificato dalla Massoneria, il cui superamento rende degni di gradi superiori di conoscenza. I passaggi dovrebbero corrispondere, più ancora che a delle strutture rituali ed esteriori, a delle acquisizioni interiori, naturalmente ancora più difficili da valutare e da attestare. Ma quis custodiet custodem? Chi garantisce dei vertici dell’organizzazione, e dell’onestà, della specchiatezza, se non della sanità mentale dei cooptatori?

Nella sua impresa titanica, fatto di dura disciplina, di rinuncia se non di sofferenza, quando non di inganni e di delusioni, il teosofo, esoterico o mistico che sia, iniziato o ispirato, persegue tre obiettivi (Kinney, 2004). Il primo è raggiungere lo stato di illuminazione, o gnosi, che può essere una conquista o una grazia. L’illuminato conosce il suo posto nel mondo e comprende l’unità che sottende a tutta la coscienza, individuale, universale, divina (motivazione mistica). Il secondo è il desiderio di entrare in contatto e farsi ispirare e guidare da un intelligenza superiore. Ciò sotto la forma della teurgia, interazione rituale con forze angeliche o dei, o del viaggio astrale (esplorazione di sfere invisibili all’occhio umano) o delle varie forme di trance sciamanica (motivazione magica). Il terzo è contribuire al processo di reintegrazione dell’ordine primordiale e di restituzione della creazione al suo stato originario, cooperando al “lavoro di Dio” e alla sua fatica di mantenere e restaurare l’ordine cosmico. Questa intenzione redentrice è mirabilmente espressa dalla dottrina cabalistica del tikkun, dall’Alchimia e da Gurdjieff (motivazione riparatrice). In alcune grandi menti queste intuizioni ed intenzioni sovrumane hanno preso la forma di vite esemplari e di cammini di conoscenza tracciati per sé e per i propri simili.

Dio misura il mondo con il compasso, Bible moralisée, 1250 ca.

Create PDF    Send article as PDF to

§ One Response to “9 – La ricerca del nucleo più nascosto della verità in Occidente: il Mistico, l’Esoterico, il Teosofo”