10.2 – L’esperienza dell’iniziazione in Massoneria

Tracing board col disegno della struttura della Loggia

Osserva Di Luca (2000) che la dimensione spirituale della Massoneria, in ragione della sua natura iniziatica, per essere compresa, va esplorata e vissuta in prima persona, come esperienza privatissima che, quando anche si concretizzi in eventi e livelli di realtà oggettivi, non diviene mai extra-individuale a tal punto da potersi reificare, tradurre, verbalizzare. Ciò vale, naturalmente, per qualsiasi esperienza iniziatica, e in questo senso bisogna fare astrazione dalla vicende note  di deviazioni e degenerazioni della Massoneria per ritornare al vero significato e valore della confraternita, che sono quelli di proporre una possibilità d’accesso all’esperienza iniziatica, e quindi un cammino ineffabile di ricerca e trasformazione di sé. Pertanto, se anche vi è stata compromissione di alcuni settori di essa col piano politico-sociale – e prima ancora che nella storia recente, in quella dell’indipendenza degli Stati Uniti d’America e dell’unità d’Italia –  la Massoneria non può venir meno al suo nucleo interiore di significato, che è l’esoterismo, o meglio ancora un esoterismo che diviene universale, nella ricerca del fondamento comune delle religioni, nella tolleranza, nel cosmopolitismo, nell’impresa del perfezionamento e dell’emancipazione del singolo individuo e con esso di tutto il genere umano. Si può pertanto definire la Massoneria
“Come una società iniziatica tradizionale intesa al perfezionamento spirituale (e, quindi, anche morale) dei suoi componenti (e, per estensione, di tutta l’umanità), che si avvale di una metodologia di lavoro graduale e di un percorso conoscitivo incentrato su rituali e su simboli (ibid., p. 19).
L’obiettivo dell’iniziazione rituale, il perfezionamento interiore, si raggiunge attraverso l’ingresso in un Tempio, luogo sacro, che ripete la costruzione del Tempio di Gerusalemme, edificato alla gloria del Grande Architetto dell’Universo, nome di sostituzione che si rifà alla ineffabilità del nome divino (il tetragrammaton) e alla parola perduta del Maestro Hiram. L’esperienza dell’iniziazione si attua in una dimensione collettiva: essa è conferita al candidato da una comunità di fratelli e dà inizio ad un percorso di conoscenza esoterica che prevede passaggi di livello, lavoro comune in Loggia (che per questo è detta anche Officina), sforzi di elaborazione e approfondimento, il tutto scandito da un apparato rituale e simbolico che si rivela gradualmente all’iniziato, in proporzione anche del suo impegno e della sua dedizione, nonché dell’assistenza e dell’esempio che riceve dagli altri membri; anche perché, non lo si deve dimenticare, una buona parte dell’insegnamento è di natura morale. Anche Giacomo Casanova nelle sue Memorie dice il segreto iniziatico non è qualcosa che si rivela a parole, ma che si capisce soltanto, se si è fortunati e meritevoli, come effetto di una lunga consuetudine in Massoneria.Hutin (1990) definisce la Massoneria una società segreta iniziatica, ossia  un raggruppamento le cui attività regolari sono strettamente riservate soltanto ai suoi membri, le cui riunioni normali comportano un ritualismo tradizionale (arredamento e decorazione della sala di riunione, ornamenti, accessori, atteggiamenti, movenze) e l’ingresso al quale avviene previa una cerimonia preliminare che costituisce l’iniziazione rituale. Se una società segreta è definita iniziatica, il suo fine risiede  nelle attività connesse ai rituali d’iniziazione, e pertanto lo svolgimento di attività politiche esula dai fini della Massoneria. Nei landmark (pietre miliari, caposaldi), che sono i principi di condotta, come approvati anche ad esempio dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra il 4 settembre 1929, si esplicita che la discussione in materia di politica e di religione in Loggia è rigorosamente proibita, in nome del massimo di tolleranza e reciproca accettazione tra i confratelli. L’essenza dell’iniziazione massonica consiste nel suggerire, nel mostrare, nel far rivivere ai propri membri – mai nell’imporre – delle esperienze fondamentali dell’uomo, potremmo dire delle esperienze archetipiche.

Tappeto massonico col cerchio col punto, simbolo dell’oro, la Terra al centro che rappresetna la vera Loggia, la pietra grezza e la pietra cubica, I fratelli teorici o il secondo livello dei rosacrociani, Ratisbona, 1785

Per far ciò, come in tutte le forme iniziatiche tradizionali, la Massoneria si serve di cerimonie e riti che sono segreti e che si svolgono secondo un simbolismo preciso e definito. I segni figurativi e le parole, ad esempio, richiamano il ricordo di qualche dottrina massonica, o di qualche verità morale, o di qualche personaggio esemplare. Per insegnare all’iniziato la storia della Tradizione in maniera efficace gliela si fa rivivere. Il cerimoniale di ricezione è la rappresentazione di un programma che l’iniziato deve seguire per entrare nel pieno possesso delle sue facoltà. Lo scopo è fargli conseguire una reale illuminazione interiore, una esperienza di trascendenza e di elevazione spirituale, di cui, come dice Papus (1988), le cerimonie di accesso ai gradi danno le chiavi, poiché non possono dare altro. La dottrina mira a mettere l’uomo in grado di unificare e di integrare i suoi elementi psichici sparsi, di raggiungere una maggiore coerenza interna, di essere più conscio e padrone dei suoi impulsi; egli lavora al suo perfezionamento individuale integrandosi partecipativamente nella grande opera collettiva della costruzione del Tempio, liberandosi dai suoi atteggiamenti emotivi e passionali che lo rendono schiavo, comprendendo sempre meglio le leggi di natura e integrandosi sempre più nel piano cosmico, di cui realizza che è comunque una seppur minima parte. L’iniziazione massonica si propone dunque il perfezionamento dell’uomo, ed è pertanto un umanesimo. Nel Libro delle Costituzioni di Anderson si legge che per diventare un massone bisogna essere un uomo “libero e di buoni costumi”, e più oltre “né uno stupido ateo né un libertino irreligioso”. Per questo la Massoneria obbliga solo “nei confronti di quella religione sulla quale tutti gli uomini sono d’accordo, lasciando a ciascuno le sue opinioni particolari” (citato in Hutin, p.172). Essa pertanto si propone come “la religione delle religioni”, la custode dell’unità fondamentale delle religioni, quel fondo autentico che sta al di là delle differenze e dei settarismi, che si esprime nella Tradizione e nel vero esoterismo, e professa il rispetto di tutte le convinzioni e di tutte le fedi. Per difendere questo principio si è consumato nella Massoneria una scisma, quello franco-inglese del 1877. Nel 1815, la  Gran Loggia Unita d’Inghilterra cambiò le Costituzioni di Anderson in senso più religioso ortodosso : “Qualunque sia la religione di un uomo o il suo modo di adorare, non è escluso dall’ordine, purché creda nel glorioso Architetto del cielo e della terra, e pratichi i sacri doveri della moralità”. Il grande Oriente di Francia, sul quale si esercitava la pressione dei liberi pensatori, prima adottò come condizione di culto semplicemente il “requisito dell’Essere Supremo”, poi nel 1875 lo sostituì col “Principio Creatore”, infine nel 1877 su proposta del pastore Desmons decise di sopprimere l’obbligo per le Logge di lavorare “alla gloria del Grande Architetto dell’Universo”. Questo per permettere anche agli atei dichiarati l’ingresso in Massoneria. La Grande Loggia d’Inghilterra non accettò questo passaggio, e ruppe le relazioni col Grande Oriente di Francia, che da allora non sono più riprese.

I percorsi simbolici che accompagnano lo sviluppo dei gradi massonici si rifanno ai temi della morte-rinascita, della luce-illuminazione (ad es. il gabinetto di riflessione), del suono e della parola (il silenzio dell’apprendista, la parola perduta e i nomi di sostituzione, il Logos giovanneo), della numerologia (i lumi, le batterie, le acclamazioni diverse per ogni grado), della geometria-architettura (gli strumenti muratori, le figure del Delta e del Pentalfa, le dimensioni del Tempio, il quadro di Loggia; essi sono basati sulla geometria sacra e l’architettura sacra di derivazione egizio-pitagorica).

Allegoria massonica della Loggia, Book of Constitution, 1784

La Massoneria nasce come una società aconfessionale, deista, egualitaria, che promuove il razionalismo, la solidarietà sociale e la benevolenza, nonché il mutuo soccorso tra gli aderenti, ed offre una religione naturale ai delusi del Cristianesimo. All’interno delle Logge vige una gerarchia basata non sul censo, ma sul grado di avanzamento nella conoscenza; là i cittadini comuni vengono chiamati “signori”, e i nobili si mescolano ad essi. Tuttavia ciò che si caccia fuori dalla porta rientra dalla finestra. Il livellamento sociale imposto dall’egualitarismo è di fatto vanificato dall’introduzione di una serie di alti gradi (hautes grades), che col tempo diviene sempre più complessa (90 nel Rito di Misraim, 96 in quello di Memphis, e 97 nel Memphis-Misraim!). In pratica si ripropone una gerarchia: i gradi più alti implicano la subordinazione di quelli più bassi, e comportano l’esclusione degli inferiori dalla conoscenza posseduta dai più elevati. L’adozione dei gradi più alti finisce col condurre a una divisione sociale tra gli elementi aristocratici e borghesi dell’associazione. Il cavalierato massonico così diviene per i nobili un’occasione per mantenere il proprio status sociale nelle Logge, e per i cittadini comuni un mezzo per soddisfare le proprie aspirazioni a un titolo nobiliare dai tratti romantici, pagando per l’acquisizione di una tale privilegio. In tal modo si ripropone nelle Logge la situazione sociale che vigeva fuori di esse (Partner, 1987). Un’altra conseguenza dei gradi fu che essi sconfinano ampiamente nell’esoterismo, ed attraggono  nella Massoneria capi spirituali di ogni genere, alcuni genuini, altri privi di scrupoli, ciarlatani e sedicenti maghi. Anche perché l’occulto può offrire l’opportunità di lauti guadagni, soprattutto per chi, arrivando a controllare una Loggia, impone il pagamento di una prebenda per l’ammissione ai vari gradi. La moltiplicazione dei gradi si trasforma in una copiosa fonte di profitto per persone ciniche e avide. Il XVIII secolo, infatti, nonché Epoca dei Lumi, è anche il periodo del crollo delle certezze dell’Ancien Regime sottoposte alla critica della Dea Ragione; da qui il dilagare  della superstizione e dell’occultismo, la proliferazione di veggenti, maghi e taumaturghi, la scoperta di fantasmi, la ricerca di tesori nascosti. L’Età della ragione è un periodo di crescente superstizione. Contravvenendo di fatto al landmark per cui in Loggia, in nome della concordia tra gli aderenti, non si parla né di politica, né di religione, si delinea sempre di più quella divaricazione sottolineata da Papus, tra impegno politico-sociale della Massoneria, in nome del laicismo, dell’anticonfessionalismo e dei diritti civili, e inclinazione verso l’esoterismo. Quest’ultima, ovviamente, non nasce in Massoneria, ma è specchio della crisi sempre più acuta nella religiosità occidentale, dove le strutture delle chiese ufficiali, orientate alla salvezza secondo dei canoni collettivi, si rivelano ormai inadeguate a rispondere al bisogno di trascendenza, superamento della condizione umana e teandria del singolo individuo. Secondo questa lettura, il 13 ottobre 1307 (era un venerdì!), giorno dell’arresto dei Templari da parte delle guardie di Filippo il Bello, segnerebbe simbolicamente la cesura nel Cristianesimo occidentale tra la componente essoterica sempre più formalistica e conforme al volere dell’autorità e la componente esoterica da allora in poi costretta in una corrente sotterranea; cesura che si sarebbe consumata con la Riforma protestante, la Controriforma cattolica e la guerra dei trent’anni che avrebbe sancito la fine dell’unità religiosa, oltre che politica, rappresentata dal Sacro Romano Impero. Essa avrebbe lasciato una religione ufficiale sempre più in balia della gerarchia ecclesiastica e rigida custode dell’ortodossia, alla cui vigilanza le esperienze di ricerca individuale di spiritualità si sarebbero sottratte con fatica, fino ad esplodere in un bisogno collettivo di irrazionale, di magico, di misterioso, quale si venne affermando prima nel Settecento col Secolo dei Lumi, poi nell’Ottocento col Romanticismo. E’ infatti nell’Ottocento che si sviluppano, prima in Francia, poi in Inghilterra, spesso prima all’interno, poi a fianco o anche in opposizione alla Massoneria, una serie di movimenti espressione di un a volte confuso a volte a seducente sincretismo occultistico, ermetico, magico, cabalistico…

Siigillo templare, con la dicitura SIGILLUM MILITUM XRISTI,  e la raffigurazione di due guerrieri su un cavallo

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  • [...] Si può definire la Massoneria “Una società iniziatica tradizionale intesa al perfezionamento spirituale (e, quindi, anche morale) dei suoi componenti (e, per estensione, di tutta l’umanità), che si avvale di una metodologia di lavoro graduale e di un percorso conoscitivo incentrato su rituali e su simboli (De Luca, 2000, p. 19). L’obiettivo dell’iniziazione rituale, il perfezionamento interiore, si raggiunge attraverso l’ingresso in un Tempio, luogo sacro, che ripete la costruzione del Tempio di Gerusalemme, edificato alla gloria del Grande Architetto dell’Universo, nome di sostituzione che si rifà alla ineffabilità del nome divino (il tetragrammaton) e alla parola perduta del Maestro Hiram. L’esperienza dell’iniziazione si attua in una dimensione collettiva: essa è conferita al candidato da una comunità di fratelli e dà inizio ad un percorso di conoscenza esoterica che prevede passaggi di livello, lavoro comune in Loggia (che per questo è detta anche Officina), sforzi di elaborazione e approfondimento, il tutto scandito da un apparato rituale e simbolico che si rivela gradualmente all’iniziato, in proporzione anche del suo impegno e della sua dedizione, nonché dell’assistenza e dell’esempio che riceve dagli altri membri; anche perché, non lo si deve dimenticare, una buona parte dell’insegnamento è di natura morale. Anche Giacomo Casanova nelle sue Memorie dice il segreto iniziatico non è qualcosa che si rivela a parole, ma che si capisce soltanto, se si è fortunati e meritevoli, come effetto di una lunga consuetudine in Massoneria. Hutin (1990) definisce la Massoneria una società segreta iniziatica, ossia  un raggruppamento le cui attività regolari sono strettamente riservate soltanto ai suoi membri, le cui riunioni normali comportano un ritualismo tradizionale (arredamento e decorazione della sala di riunione, ornamenti, accessori, atteggiamenti, movenze) e l’ingresso al quale avviene previa una cerimonia preliminare che costituisce l’iniziazione rituale. Se una società segreta è definita iniziatica, il suo fine risiede  nelle attività connesse ai rituali d’iniziazione, e pertanto lo svolgimento di attività politiche esula dai fini della Massoneria (articolo). [...]

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