Tavola di lavoro massonica per il secondo grado, Inghilterra, 1780 ca.
La prima introduzione di nuovi gradi risale ai cosiddetti Antients. Tra il 1730 e il 1738, la Gran Loggia d’Inghilterra introduce una serie di innovazioni volte a impedire la partecipazione ai lavori di Loggia a chi non sia stato debitamente iniziato ed affiliato. Queste innovazioni determinano una scissione ad opera dei così detti “Antichi” (Antients), massoni tradizionalisti, che il 5 febbraio 1752 danno vita alla Gran Loggia dei Liberi e Accettati Muratori secondo le Antiche Istituzioni. Tipica degli Antients è la pratica di gradi addizionali ai primi tre gradi detti “simbolici”, il Royal Arch (Arco Reale, da Genesi, 9, 12-13, dove Dio pone l’arcobaleno a simbolo dell’alleanza col popolo eletto), il Mark Master Mason (Maestro Massone del Marchio, che si fonda sul simbolismo della pietra scartata dai costruttori e divenuta pietra angolare), e il Royal Ark Mariner (Marinaio dell’Arca Reale, basato sul racconto biblico di Noè e precursore dei gradi noachiti). Quando il 27 dicembre 1813 (S. Giovanni Evangelista) le Logge degli Antients e dei Moderns finalmente si riuniscono, approvano, sotto la guida di Peter William Gilkes, un rituale unitario, detto Emulation, che riprende i gradi dell’Arco Reale, eliminando i diretti riferimenti al Cristianesimo e collocandoli in una ambientazione vetero-testamentaria, ispirata alla costruzione del secondo Tempio durante la cattività babilonese, con tema centrale la scoperta del vero nome di Dio.
Nel citato discorso del 1736 con cui Ramsay ritaglia una nobile e antica origine alla Massoneria, e con essa l’accesso all’antica saggezza dei patriarchi biblici e dei costruttori del Tempio, egli non fa parola dei Templari. Si limita a dare alla Massoneria una fittizia parentela crociata, suggerendo che alcuni crociati medioevali erano stati tanto spaccapietre che combattenti. E si capisce perché. Egli, esule cattolico giacobita (inglesi e scozzesi sostenitori della pretese della famiglia Stuart al trono inglese, dopo la deposizione di Giacomo II Stuart da parte di Guglielmo III d’Orange), si rivolge ai Massoni francesi, ma soprattutto al re e al governo francesi, per rendere accetta al potere la Massoneria. Non può pertanto tirare in ballo una vicenda che vede la corona di Francia colpevole per la sua avidità, ed anzi invoca su di essa l’ira di un vendicatore. Ramsay comunque fa passare l’idea di una continuità di tradizione spirituale, e di una corrente di conoscenza che si propaga nei secoli, e di cui il segreto massonico è il depositario. Di lì a collegare il segreto ai Templari, e alle presunte conoscenze nascoste da loro rinvenute nella consuetudine col Santo Sepolcro e col Tempio di Gerusalemme il passo è fin troppo breve.
Le origini dei gradi scozzesi devono essere ricercate non in Scozia ma in Francia, in Germania e in America, anche se è possibile che i Massoni francesi siano stati influenzati dai fuoriusciti giacobiti. La prima menzione certa di una massoneria scozzese, intesa come aggiunta di gradi addizionali ai tre gradi simbolici, risale alle Ordonnances Générales pubblicate dalla Gran Loggia di Francia l’11 dicembre 1743. Nel 1758 avviene a Parigi, ad opera di Jean-Baptiste Pirle, la costituzione del Sovrano Consiglio degli Imperatori d’Oriente e d’Occidente, Sovrani Principi Massoni, cui venne attribuita la elaborazione del sistema gerarchico di gradi massoni noto sotto il nome di Rito di Perfezione o di Heredom. Il 27 agosto 1761 dalla Loggia Saint-Jean de Jérusalem di Parigi viene rilasciata al commerciante Etienne Morin in partenza per l’America una patente per la diffusione dei gradi scozzesi. Egli non solo crea logge ed inizia agli alti gradi, ma ne costituisce di nuovi, portando al sistema dei 25 gradi del Rito di Perfezione. Ai gradi templari la Costituzione del Rito di Perfezione aggiunge una sezione storica e morale e una sezione ermetica, con due gradi, rispettivamente il Principe Adepto e il Principe del Real Segreto. La prima intende far rivivere all’iniziato la costruzione e la distruzione del primo tempio di Gerusalemme, l’incarnazione del Verbo e la costruzione della Nuova Gerusalemme, di cui egli diventa un cavaliere. Le seconda è dedita allo sviluppo delle cerimonie sia come ritualità sia come strumenti dello sviluppo delle facoltà superiori dell’essere umano, come lo sdoppiamento astrale. Tra il 1796 3 il 1801 il sistema si incrementa a 33 gradi, per opera di Alexandre Francois Auguste, conte di Grasse-Tilly, che a Charleston (Carolina del Sud), il 31 maggio 1801, costituisce il primo Supremo Consiglio del 33° ed ultimo grado del Rito Scozzese Antico e Accettato. Questi ulteriori gradi iniziatici accentuano sempre più la testimonianza dello spirito cristiano della Massoneria, evidente nel grado della Rosa Croce Massonica. Essi sono adottati nel 1805 dal Supremo Consiglio di Francia, e da qui in poi hanno visto una rapida diffusione in tutto il mondo. Però, mentre in America ci si limita a sovrapporre gli altri gradi ai gradi simbolici tradizionali, in Francia lo scozzesismo impronta di sé la piramide già a partire dalla base, attraverso simboliche e rituali tipicamente scozzesi. Inoltre, il Rito Scozzese Antico e Accettato si è dimostrato permeabile a fenomeni di osmosi e contaminazione con i corrispondenti di altri riti, sì che oggi sotto questo nome possono essere riscontrate realtà nazionali che in comune hanno poco più che il nome.
Le “Costituzioni” di Anderson, 1723
Il sistema dei gradi massonici è concepito come un percorso ascendente per giungere gradualmente all’illuminazione. Abbiamo visto i primi tre gradi, ovvero i gradi della prima serie o simbolici. I gradi della seconda serie sono i gradi capitolari, della Massoneria Rossa. Secondo i Regolamenti Generali, parecchi gradi capitolari possono essere dati per comunicazione, ossia attraverso brevi esposizioni verbali al momento del conferimento dei gradi fondamentali. Il 13° grado, dell’Arco Reale, riprende la storia del profeta Enoch: illuminato da un sogno divino, questi nasconde sotto nove archi, portanti ciascuno la designazione di una delle virtù divine, un delta d’agata, dove si trova scritto in oro il “nome indicibile” dell’Essere Supremo, e iscrive su due colonne, una di marmo, l’altra di bronzo, la scienza e la tradizione primordiali antecedenti al diluvio. Tre Grandi Maestri Architetti inviati da Salomone scopriranno la colonna di bronzo, ma non quella di marmo, dove si trova la pronuncia del nome indicibile. Il grado dell’Arco Reale è stato ripreso dal Rito di York o dell’Arco Reale, che da esso trae il nome, e che è molto diffuso in America. Il 17°grado, Cavaliere d’Oriente e d’Occidente, si rifà alla presa di Gerusalemme da parte dei Romani e alla distruzione del Tempio.
Tutti i gradi capitolari tendono alla realizzazione del 18° grado, quello di Cavaliere Rosa Croce. L’iniziazione a questo grado Massonica richiede quattro camere, la Nera, l’Astrale, la Verde e la Rossa. La Verde ricorda la prima evoluzione dell’iniziato nei gradi simbolici. La Nera gli apre le porte della seconda morte, ed indica un cambiamento di piano; è tutta nera con lacrime d’argento. Lì egli ritrova la parola che era stata perduta, e che è il nome di Gesù Cristo, INRI. Però per questo acrostico oltre alla spiegazione classica, Iesus Nazarenus Rex Iudeorum, iscrizione apposta sulla croce dai Romani e perciò spregiativa, si da anche quella alchemica, Igne Natura Renovatur Integra. Grazie a questo nome di passo, l’adepto attraversa la regione astrale, o infernale (la terza camera), che è ciò che i cattolici designano come Inferno e gli occultisti come piano astrale inferiore, la regione delle larve e delle entità basse, degli spiriti burloni o traviatori. E’ formata da un velo trasparente alle cui estremità si trova uno scheletro e sul quale sono dipinti fantasmi ed esseri astrali. La Camera Rossa è rischiarata da 33 luci, con la lettera ebraica shin fiammeggiante in alto ad indicare l’Incarnazione e lo stendardo col Pellicano che si squarcia il petto per nutrire i suoi piccoli (simbolo del Cristo) e recante sul petto la Rosa Croce, e presenta due colonne, con su scritto Infinità e Immortalità.
Viene poi la terza serie, i gradi filosofici, che costituiscono la Massoneria Nera, o Areopago, e mirano al compimento dell’iniziazione massonica, che si attua in forma completa nel 30° grado, livello del perfezionamento spirituale e dell’acquisizione suprema della conoscenza. I gradi seguenti al Rosa Croce, Grande Pontefice, Grande Patriarca, Grande Maestro della Chiave, Principe del Libano, continuano la messa in scena della tradizione storica. Il grado 22, Principe del Libano o Cavaliere dell’Ascia Reale, dà inizio alla serie dei gradi ermetici consacrati allo sviluppo delle facoltà spirituali; esso si riferisce ai preparativi per l’operazione simbolica del taglio dei cedri sul Monte Libano. Il grado 23, Capo del Tabernacolo, concerne le operazioni del taglio, che in realtà sono delle manipolazioni del piano astrale. Il grado 28, Cavaliere del Sole, corrisponde al Principe Adepto del Rito di Perfezione, e simboleggia il passaggio nelle sette sfere planetarie e la reintegrazione dell’adepto in Adam Kadmon, l’uomo primordiale, nella sfera del Sole. Il grado 29, Grande Scozzese di S. Andrea, è essenzialmente alchemico, e prevede il ritorno sulla terra dopo la traversata celeste, e la realizzazione della Grande Opera. Il 30° grado è il Cavaliere Kadosh. Kadosh significa letteralmente santo, puro, consacrato, purificato: così vengono chiamati i quindici cavalieri incaricati della vendetta di Hiram da Salomone. A questo punto al martirio di Hiram si sovrappone un altro martirio, più recente e storicamente attuale, quello di Giacomo de Molay. Le tre parole sacre insegnate all’iniziato ai primi tra gradi, Jakin, Bohaz e Mahabone sono qui spiegate come le iniziali di Jacobus Burgundus Molay. L’iniziazione del Cavaliere Kadosh si compie col passaggio per quattro camere, la Nera, dove presiede il Gran Maestro dei Templari, la Bianca, dove regna Zoroastro, l’Azzurra, dove domina il capo del Tribunale della Santa Woehme, la Rossa, dove Federico (Federico II il Grande re di Prussia) dirige i lavori. La Santa Woehme è una società segreta tedesca che perseguiva una giustizia immediata e sommaria, fatta di spietate vendette. Ma la vendetta del Massone è una guerra simbolica, contro la morte – anche perché nelle Costituzioni di Anderson l’omicidio è proibito – come testimoniano le parole scolpite secondo la leggenda sulla tomba di de Molay: “Chiunque potrà vincere gli spaventi della morte uscirà dal seno della terra ed avrà diritto ad essere iniziato ai grandi misteri”. L’adepto diviene qui un perfetto iniziato, e gli viene insegnato il segreto supremo.
F. Curtis, tavola di lavoro per il secondo grado, 1801
I gradi della quarta serie, la Massoneria Bianca o Supremo Consiglio o Direzione Suprema, valgono più sul piano organizzativo-amministrativo, caratterizzando gli iniziati che si occupano, oltre che del perfezionamento interiore, della gestione collettiva e globale della Massoneria. Il grado 32, Principe del Reale Segreto, riprende l’analogo grado del Rito di Perfezione; come questo, perfeziona l’uscita cosciente del corpo astrale che caratterizzava il battesimo degli antichi.
Papus (1988) evidenzia come l’iniziazione ripercorra l’ascesa cosciente dei piani astrali, che si attua mentre l’adepto è ancora in vita. Essa comporta i suoi pericoli, i suoi ostacoli, che è necessario oltrepassare per lasciarsi alle spalle i piani inferiori, l’Inferno astrale, e poter aspirare alla realizzazione finale, l’elevazione alle regioni celesti. Egli ammette che non basta il cerimoniale per produrre un cambiamento psichico e del livello di coscienza ma ritiene che ove se ne predispongano le condizioni – e questo è il senso dei rituali massonici – esso possa essere facilitato e attuato. I gradi massonici vogliono rappresentare una reale progressione armonica, organizzata dai fondatori del sistema con lo scopo di ridestare l’immaginazione e sviluppare vedute nuove sulla salvezza e la realizzazione dell’essere umano, affinché, attraverso un proprio impegno, che è non solo di studio e di conoscenza, ma altrettanto di perfezionamento morale e umano, l’aspirante possa conseguire un vero cambiamento di piano, l’accesso ai livelli superiori dell’essere.
Dal discorso di Ramsay in poi, si stabilisce nella coscienza massonica l’idea di una tradizione spirituale, di una trasmissione ininterrotta delle verità iniziatiche e della loro gelosa custodia in una catena di società segrete che culminano con la Massoneria. All’interno della Massoneria si costituiscono così delle società iniziatiche che si richiamano apertamente ai Templari e ne ripropongono il mito, interpretando in maniera surrettizia i brandelli di verità storica che li riguardano.
Sarebbe lungo e anche noioso l’esame di questi movimenti e dei personaggi che li animano, e possiamo limitarci a un elenco, rimandando alla bibliografia (Arnold, 1955; Faivre, 1970-76; Hutin, 1970-76; Partner, 1987; De Luca, 2000; Katz, 2005) per una più accurata disamina:
l’Ordine di Stretta Osservanza Templare del barone Karl Gotthelf von Hund;
l’Ordine dei Chierici o Canonici del Tempio del pastore protestante, poi convertitosi al cattolicesimo, Johann Augustus Starck;
il Rito o Ordine dei Cavalieri Eletti Cohen dell’Universo di Martinès de Pasqually;
il Rito Scozzese Rettificato e l’Ordine dei Cavalieri Benefici della Città Santa fondati da Jean-Baptiste Willermoz riprendendo l’insegnamento del suo maestro Martinès de Pasqually;
il Rito Scozzese Filosofico del dottor Alexandre Boileau;
il Sistema o Rito Svedese di Karl Friedrich Eckleff;
l’Ordine Neo-Templare di Raymond Fabré-Pralapat;
l’Ordine Cabbalistico della Rosa Croce del conte Stanislas de Guaita;
l’Ordine della Rosa Croce, del Tempio e del Graal, detto anche la Rosa Croce cattolica, di Josephin Péladan;
l’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata del dr. William Wynn Wesscott e di Samuel Liddell Mathers, alias MacGregor;
l’Ordine del Tempio d’Oriente prima di Theodor Reuss e poi di Aleister Crowley;
l’Ordine Martinista fondato da Gerard Encausse alias Papus, riprendendo l’insegnamento di Loui-Claude de Saint-Martin, il “filosofo sconosciuto”;
l’Ordine del Tempio della Rosa Croce, fondato nel 1912 in Inghilterra dai membri della Massoneria mista, tra cui Annie Besant.
Iniziazione massonica, XVIII sec.
Alcuni di questi ordini si differenziano dalla Massoneria, ad esempio l’Ordine Martinista di Papus, che ripudia l’impostazione massonica dei “gradi di vendetta” e propone un esoterismo cristiano frammisto a pratiche magiche. Si assiste poi all’intrecciarsi di due fenomeni, in realtà strettamente collegati: il proliferare dei gradi e il peso sempre crescente della influenza occultistica e pseudo-misteriosofica. Gli alti gradi massonici accreditano il concetto di cavalieri massonici che si innalzano sul monte della conoscenza esoterica. I gradi sono assegnati nella Loggia e per ogni grado è predisposto un titolo cavalleresco. Ma l’assegnazione di nuovi gradi diviene anche un sistema per monetizzare l’acquisizione di un titolo e di un livello di prestigio. Ciò tuttavia non sarebbe possibile senza la rinascita del gusto gotico e della passione per il Medioevo e la cavalleria nel secolo XVIII e XIX, con gli ordini cavallereschi massonici che esercitano un’irresistibile presa sugli aristocratici e poi anche sui borghesi. Da un certo punto in poi la speculazione cavalleresca e le invenzioni letterarie di stile gotico vengono sfruttate dagli scrittori romantici e post-romantici, e tutto ciò alimenta un clima culturale di reviviscenza del cavalierato, che promuove l’impiego di onoreficenze, titoli, riconoscimenti ad esso attinenti, sia recuperandoli dal passato, che inventandoli di sana pianta. All’interno della Massoneria si stratifica attraverso l’acquisizione di riti e osservanze un sistema di differenziazione gerarchica basato su una graduatoria di stile cavalleresco.
La Massoneria ha rappresentato e rappresenta una religione naturale in grado di attirare i delusi del cristianesimo, anche perché offre interessi eruditi e artistici, riunioni segrete e sociali nello stesso tempo, che mettono a disposizione dei membri lo stesso tipo di comunità estesa di cui godono i seguaci delle religioni tradizionali nelle chiese. Nel suo spirito di ecumenismo e fratellanza universale, i gradi superano la gerarchia del sangue, del censo e dell’intelletto, che privilegerebbero nobili, borghesi e intellettuali per istituirne una dello spirito. La Massoneria offre un senso di appartenenza e l’associazione a una comunità potente e che supera i confini nazionali, cosa che si può apprezzare con gli spostamenti, l’ospitalità, i convegni, e in ambito più ristretto e concreto con la promessa di mutuo soccorso che lega i confratelli. Allo stesso tempo, i rituali di segretezza e di riconoscimento conferiscono un senso di esclusività, che rafforza l’identità di gruppo. Ciò può suscitare atteggiamenti di superiorità e di svalutazione verso altre appartenenze, che sfociano nell’irrisione dei loro rituali e degli schemi convenzionali di comportamento, specie se influenzati dalla religione. Il costituire un gruppo omogeneo, con forte senso di esclusività, alimenta un gioco relazionale implicito, che in francese si chiama “faire le chapelle”, fare la chiesa. I gradi sono un riconoscimento dello status all’interno di questo gioco. E’ difficile dire se possano essere di più. Certamente, essi vorrebbero aprire all’esperienza mistica, e al rapporto con il trascendente. Ma lo spirito, secondo la metafora del Vangelo di Giovanni che tanto è caro ai Massoni, spira dove vuole. Esso non può venire imprigionato e afferrato in un apparato formale, poiché in ultimo quello che conta è l’esperienza del soggetto: solo lui può testimoniare la corrispondenza della forma esteriore con lo stato interno. Al di là dell’istituzionalizzazione di uno status, che quando si ha a che fare con la soggettività è sempre problematica, il sistema dei gradi vorrebbe facilitare i vissuti interni a cui si richiama, ma la determinazione di questi ultimi dipende da un insieme di fattori che non si possono attualizzare con una finzione scenografica. Esso esprime più uno sforzo, una tensione interna verso una verità che si intende sperimentare e realizzare, che un risultato. Partner (1987), non certo benevolo con la Massoneria, dice che essa confonde la parabola con la verità che vuole rappresentare. Se non è lecito generalizzare a questo modo, bisogna però ammettere che l’aspirazione a una condizione mentale non è la condizione stessa, anche perché quest’ultima è qualcosa di mutevole e vanificabile, e anche se raggiunta, non può dirsi acquisita una volta per tutte. L’idea di una scala di gradi, la scala cosmica, l’axismundi, è anch’essa una metafora, la metafora del processo, sofferto, faticoso, graduale di approssimazione all’esperienza unitiva, alla visione ultima e onnicomprensiva. La quale, come riportano i resoconti dei mistici, è qualcosa di intuitivo e globale, un tutto o nulla, che ammette al massimo dei livelli di preparazione, ma quando avviene si dà nella sua intierezza, poiché non vi sono gradi o strumenti probatori nel sapere iniziatico: o lo si ha, o non lo si ha.
L’ordre des Francs Maçons trahi … Amsterdam, 1745





[...] il sistema dei gradi massonici vorrebbe facilitare i vissuti interni a cui si richiama, ma la determinazione di questi ultimi dipende da un insieme di fattori che non si possono attualizzare con una finzione scenografica. Esso esprime più uno sforzo, una tensione interna verso una verità che si intende sperimentare e realizzare, che un risultato. Partner (1987), non certo benevolo con la Massoneria, dice che essa confonde la parabola con la verità che vuole rappresentare. Se non è lecito generalizzare a questo modo, bisogna però ammettere che l’aspirazione a una condizione mentale non è la condizione stessa, anche perché quest’ultima è qualcosa di mutevole e vanificabile, e anche se raggiunta, non può dirsi acquisita una volta per tutte. L’idea di una scala di gradi, la scala cosmica, l’axismundi, è anch’essa una metafora, la metafora del processo, sofferto, faticoso, graduale di approssimazione all’esperienza unitiva, alla visione ultima e onnicomprensiva. La quale, come riportano i resoconti dei mistici, è qualcosa di intuitivo e globale, un tutto o nulla, che ammette al massimo dei livelli di preparazione, ma quando avviene si dà nella sua intierezza, poiché non vi sono gradi o strumenti probatori nel sapere iniziatico: o lo si ha, o non lo si ha (articolo). [...]