1 – Il Viaggio

Una scala dalla Terra al Cielo: le stazioni dell’evoluzione interiore nella mistica e nell’esoterismo

Il pellegrino

Il pellegrino cristiano sotto la guida della parola di Dio, H. Hugo, Gottselige begierde, Augusta, 1622

A scala la via verso il cielo

si slancia dal mondo interiore

celata dal mistico velo

trapassa la carne che muore

L’alchimista del XV° secolo Nicolas Flamel, venuto in possesso di un misterioso libro dalle pagine di corteccia vegetale contenente figure geroglifiche, intraprese un pellegrinaggio fino alla tomba di S. Giacomo di Compostela per chiedere l’aiuto del santo per decifrarlo. Dopo di che egli poté comprendere il manoscritto e conseguire il sogno di tutti gli alchimisti, la fabbricazione dell’oro. Nella vicenda, il santo, che secondo la tradizione aveva vinto Ermogene – ovvero Ermete Trismegisto – appropriandosi della sua sapienza occulta, ed era quindi patrono degli alchimisti; il luogo – Compostela, da compos in latino padrone – denso di suggestioni ebraiche e arabe; e la conchiglia, segno del viaggiatore, indicano il viaggio lungo e pericoloso che deve intraprendere chi vuol diventare padrone della propria luce interiore e artefice della propria evoluzione, al pari degli alchimisti, che volevano diventare padroni dei segreti della materia e artefici del proprio destino. Compos stellae, padrone della stella, è l’alchimista prossimo al compimento dell’opus, di cui la forma stellata che compare sulla superficie del metallo fuso nelle fasi finali della lavorazione è un segno anticipatore.

Evoluzione è un parola con un ampio alone semantico. Etimologicamente deriva da e-volvere, svolgere, far svolgere. Intercambiabile con sviluppo, che viene dalla stessa radice, si contrappone a rivoluzione, che implica un processo improvviso e traumatico, e sta ad indicare l’attuazione graduale di un processo di cambiamento, che si attua senza rivolgimenti e soluzioni di continuità. Con diverse applicazioni, il termine si ritrova nella linguistica, nella biologia (la teoria dell’evoluzione di Darwin), nella sociologia, nella psicologia (la psicologia evolutiva è la branca che riguarda l’infanzia), infine nell’esoterismo. Certo non deve sorprendere che uno stesso termine si trovi in due discipline affini e in competizione, la psicologia e l’esoterismo: contigue perché trattano entrambe del mondo interiore dell’uomo, rivali perché lo affrontano da due angolature antitetiche, scientifica l’una, religiosa – anche se spesso in antitesi con le religioni ufficiali – l’altra. In psicologia e psicoanalisi si preferisce parlare di sviluppo.Le teorie psicoanalitiche dello sviluppo contemplano principalmente il compito del bambino di diventare adulto, compito che può riuscire, e allora avremo un adulto integrato e assertivo, oppure può fallire, e allora avremo un adulto sofferente, che ricercherà come rimedio alla propria sofferenza un trattamento psicoterapeutico il quale avrà appunto la funzione di rimettere in moto un processo evolutivo che a suo tempo si è arrestato oppure ha proceduto in modo distorto e disarmonico. Solo raramente le teorie psicoanalitiche prendono in considerazione di promuovere il processo di sviluppo di individui altrimenti sani, e lo fanno in tal caso all’interno di teorie della creatività, dell’arte e del gioco. E ciò è comprensibile: la psicoanalisi è nata come metodo di trattamento dei disturbi nevrotici, e come indagine dei processi psichici attraverso tale forma di trattamento, e quindi si sviluppa a partire da tale esigenza e da tale impostazione metodologica. Essa peraltro si scontra con un vizio di fondo della psicologia occidentale, la mancanza di un linguaggio per descrivere le esperienze spirituali, che deve perciò surrogare col linguaggio della psicopatologia.

artifexdrago1.jpg

L’alchimista, il dragone igneo, l’Elixir al rosso, la cometa, Zoroaster, Clavis Artis, Ms. XVII sec., Roma

Peraltro Freud, in risposta all’amico scrittore Romani Rolland che gli descriveva le proprie incursioni nel misticismo, non trovava di meglio da fare che applicare le usuali categorie interpretative della teoria dello sviluppo infantile, ed infine aggrapparsi fermamente alle certezze della coscienza vigilica. Lo stesso Freud aveva richiesto all’allievo Jung una professione di fede nel dogma dell’eziologia sessuale della nevrosi, eretto a baluardo contro “la nera marea di fango dell’occultismo” – invero dilagante dalla fine dell’ottocento – come ricorda lo stesso Jung (Jaffe, 1961). Non bisogna dimenticare che se come dice Trevi (1986) le teorie psicologie più che dei dati oggettivi, ovvero un “discorso sulla psiche”, sono un “discorso della psiche”, nel senso di una costruzione mentale del loro autore, volte a spiegare dei dati della sua osservazione, esse immancabilmente risentono dei presupposti più o meno inconsci di quest’ultimo; e poiché la psicologia si vuole guadagnare una credibilità scientifica, è inevitabile che le teorie psicologiche risentano dell’indottrinamento esercitato dalle scienze di matrice positivista tendente a negare la dimensione religioso-spirituale in quanto antitetica alla visione scientifica (Goleman, 1988). Profondamente diverso è il senso di evoluzione in una prospettiva esoterica. Innanzitutto qui non possiamo partire da individui malati, o sofferenti, anzi, dovremmo partire da individui in teoria più sani della media, per poter resistere alle prove iniziatiche a cui saranno sottoposti. Inoltre l’idea di evoluzione implica un cambiamento di stato, di livello ontologico: e chi parte da un livello basso, comunque può al massimo aspirare a raggiungere l’altezza della maggioranza dei suoi simili, non certo altezze celestiali. Tuttavia entrambe, psicoanalisi ed esoterismo, hanno dato delle descrizioni sommarie, approssimative o criptiche del processo evolutivo. Per la psicoanalisi ciò è implicito in quanto detto poc’anzi: da Freud in poi, lo sviluppo considerato dalla psicoanalisi è lo sviluppo infantile, con le sue deviazioni fonti di squilibrio e sofferenza. Lo sviluppo dell’adulto interessa relativamente e tutt’al più è comprensibile come una prosecuzione, una estrapolazione dello sviluppo infantile. Per l’esoterismo il discorso è più complesso. Può una dottrina per definizione ristretta a una cerchia diffondere arbitrariamente il nucleo del suo sapere? Qui c’è tutta la questione del segreto iniziatico e del gergo (argot) degli alchimisti. L’alchimista del XX° secolo Fulcanelli (1964) accredita l’ipotesi che il linguaggio alchemico sia un argot, fatto proprio da coloro che vogliono comunicare senza farsi capire dagli altri, il gergo di una minoranza di individui che vivono al di fuori delle leggi codificate, delle convenzioni, degli usi, del protocollo, i voyous, che vuol dire voyant, veggenti. Inoltre le verità nascoste non sono tali per puro capriccio di chi le detiene, ma perché solo attraverso uno sforzo attivo di chi le persegue potranno da questi venir comprese e assimilate. La rivelazione del segreto iniziatico è allora proporzionale e in armonia con le condizioni interne di chi apprende, perché soltanto chi possiede un adeguato stato dell’essere potrà trar profitto dall’insegnamento che gli viene trasmesso, e che verrà assimilato nella misura in cui trova un terreno corrispondentemente recettivo.

Albero Scala Uccelli

Enea riceve dal figlio Silvio un ramoscello dell’albero della vita, che dovrà proteggerlo nel viaggio agli Inferi, mentre la testa del corvo è diventata bianca, S. Trismosin, Splendor solis, Londra, XVI sec.

PDF Download    Send article as PDF to

§ Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.