Disposizione normale del circolo, da Enrico Imada, Fotografie di fantasmi, F.lli Bocca, Torino, 1921
Hutin (1970-76) sostiene che la larga diffusione di fenomeni di religiosità anticonvenzionale, come la Teosofia della Blavatsky, lo Spiritismo, il Neorosacrocianesimo, l’Antroposofia, lo Steinerismo, meritano una attenta considerazione, e non può essere liquidata semplicemente come fanatismo, superstizione, labilità emotiva o bisogno di dipendenza dei loro aderenti. Queste e altre scuole si pongono non propriamente contro, ma al di fuori delle religioni ufficiali, con fenomeni di migrazione spirituale o di conversione analoghi a quelli che si sono presentati da una religione confessionale ad un’altra. Evidentemente il darsi di questi culti corrisponde a dei bisogni psicologici che non possono essere soddisfatti dalla religiosità tradizionale. Molti di questi movimenti, come osserva lo stesso Hutin, rappresentano una “orientalizzazione” delle forme religiose occidentali, per il risalto che danno all’aspetto contemplativo e per l’accettazione, sul piano dottrinario, dell’idea della reincarnazione, che nel pensiero occidentale è pure stata presente nella dottrina orfico-pitagorica, e poi – ma la questione è controversa – nel Cristianesimo delle origini, mantenendosi successivamente solo in correnti più o meno marginali se non francamente eretiche.
I culti non convenzionali d’altra parte non si contrappongono alla religione ufficiale, ma semmai si propongono di integrarla e completarla, svelandone gli aspetti cifrati e nascosti, trasformando cioè gli aspetti più segreti e riservati della dottrina da esoterici a essoterici, ovvero facendo in modo che non siano prerogativa solo di una ristretta cerchia ma di tutti coloro che vogliono accedervi. In questo senso, essi si propongono come l’interpretazione più autentica e veridica delle Scritture stesse. Dice ad esempio lo Spiritismo, a proposito dell’insegnamento cristiano, che Gesù trasmetteva una conoscenza velata, attraverso metafore e parabole, perché quella era il massimo punto di avanzamento nella verità possibile per la maggioranza dei suoi contemporanei, ma che oggi i tempi sono cambiati ed è necessario che la verità sia intellegibile a tutti, non solo a un gruppo di iniziati o di prescelti, e che uno dei canali attraverso i quali passa il completamento e la chiarificazione del messaggio cristiano è quello delle comunicazioni degli spiriti.
Lo Spiritismo ha dei precedenti già nella Saga di Gilgamesh, dove l’eroe evoca l’amico defunto Enkidu per conoscere il suo futuro. Nella Bibbia una pratica di necromanzia (evocazione dello spirito di un defunto allo scopo di predire il futuro) è attribuita al re Saul, con esito però infausto, perché lo spirito del profeta Samuele gli vaticina la sua disgrazia. Ulisse ed Enea interrogano le anime dei defunti anch’essi per conoscere il futuro, ma lo fanno nella discesa all’Ade, che potrebbe essere un’immagine forte per il mistero della seduta spiritica. Già Tertulliano parla di tavole giranti e parlanti. La reincarnazione, uno dei concetti cardine dello Spiritismo, è professata dai buddhisti, dagli induisti, dagli orfico-pitagorici già secoli prima della nascita di Cristo. Origene, il più erudito dei padri della chiesa, assai attento alle problematiche filosofiche del suo tempo, si pone la questione non nei termini della metempsicosi ma della “metensomatosi”, il passaggio di una stessa anima umana in successivi e svariati corpi, umani, animali, astrali, teoria sostenuta da vari filosofi e da correnti eterodosse cristiane ed esoteriche giudaiche. Egli sostiene sì la preesistenza dell’anima per spiegare la varietà delle situazioni e dei destini degli uomini in senso antignostico, ma non ne deriva necessariamente la metensomatosi. Infatti distingue quest’ultima dalla discesa dell’anima in un corpo umano (ensomatosi), che si è realizzata a causa della natura iniziale nel peccato, e da parte del Cristo per salvare l’umanità dalla dannazione eterna, e che determina l’assunzione di un corpo in base ai meriti e ai demeriti precedenti la nascita – e probabilmente in questo senso il suo pensiero è stato frainteso; ma la considera una stoltezza, estranea alla Chiesa, non tramandata né dagli apostoli né dalle Scritture. Infatti per Origene il corpo è segno di creaturalità e principio di individuazione, e accompagna sempre l’anima nelle peripezie nel tempo, dalla creazione all’apocatastasi, ripresentandosi sempre il medesimo nei vari mondi, adattandosi alle varie circostanze, e alleggerendosi o appesantendosi a seconda del progresso o dell’involuzione di essa stessa (Maritano, 2003).
Origene
La Qabbalah, sia quella ebraica originale, che quella riscoperta dagli umanisti del Rinascimento, coltiva la magia naturale, che si avvale delle forze impersonali della natura, e la magia cerimoniale, che consiste nell’evocazione di esseri soprannaturali, intesi sia come entità superiori (e allora si ha la teurgia) che come potenze demoniache (goezia). Altre evocazioni spiritiche sono attribuite a Cagliostro e a Martinès de Pasqually: quest’ultimo, alla fine del XVIII secolo, evoca soprattutto le potenze angeliche, con operazioni teurgiche. Il grande visionario svedese Swedenborg dà un quadro complesso e articolato dell’al di là, diviso in tre parti: il Cielo, l’Inferno, il mondo degli spiriti. Questi ultimi conservano tutti i loro caratteri umani, e vivono in in una dimensione in cui il loro pensiero conferisce alla materia forme analoghe a quelle vissute sulla terra, e che costituisce per loro un’esperienza intermedia, di passaggio e di progressiva autodeterminazione, finché mediante il libero arbitrio l’anima perviene al Cielo o all’Inferno. La dottrina di Swedenborg ha un’idea dell’al di là abbastanza simile a quella dello Spiritismo, tranne che per l’eternità della punizione infernale, che quest’ultimo non ammette, mentre essa la conserva, probabilmente come estremo lascito del rigorismo protestante in cui il visionario si è formato. Ancora nel Settecento si impone il mesmerismo, dal nome del medico tedesco Franz Anton Mesmer. Questi sostiene che il funzionamento dell’organismo richiede un’armoniosa e continua circolazione di un fluido magnetico, e che le malattie sono dovute a blocchi o difficoltà di scorrimento dello stesso. Perciò si avvale come metodo di cura di magnetizzatori, come le calamite, e di sedute di magnetizzazione individuali o di gruppo. Alla fine però Mesmer si rende conto che le sue guarigioni sono dovute a suggestione e chiama magnetismo animale il legame tra medico e paziente, aprendo la vi all’ipnosi. Un altro precursore della filosofia spiritista è il filosofo spagnolo Francisco Bolano, cui si deve il Sovrannaturalismo, che cerca una spiegazione della vita dopo la morte e dei fenomeni paranormali.
Nell’Ottocento comincia a registrarsi un nutrita casistica di inspiegabili fenomeni paranormali. John Larkin, negli Stati Uniti, effettua una lunga serie di sperimentazioni avvalendosi delle capacità medianiche e sensitive della sua cameriera, una certa Mary Jane. Ma l’opinione pubblica si scaglia contro di lui: la medium viene processata e condannata per stregoneria, mentre Larkin viene screditato ed espulso dalla comunità religiosa cui appartiene. Nel Vecchio Continente per fortuna questi fenomeni trovano un terreno e un’accoglienza più favorevoli. Verso l’anno 1830 il pastore scozzese John Irving, essendosi persuaso nelle sue meditazioni sulle Scritture che la fine del mondo sia prossima, e trasmettendo questa sua convinzione ai suoi fedeli, constata l’insorgere in loro di fenomeni che erano tipici dei primi tempi del Cristianesimo, e che si manifesterebbero anche in prossimità degli ultimi giorni, tra cui principalmente la xenoglossia, o dono delle lingue, per il quale persone in stato alterato di coscienza si mettono a parlare lingue sconosciute. Nel 1837, ancora negli Stati Uniti, presso la comunità degli Shakers, affine a quella dei Quaccheri, si manifestano fenomeni di possessione collettiva, consistenti in sete irrefrenabile, danze frenetiche, capacità di esprimersi nella lingua dei pellerossa. In Germania, Wilhelm Moufang descrive un caso di spiriti, fantasmi e altri fenomeni paranormali traendolo dalla corrispondenza tenuta da Eduard Moriche, parroco di Clevensulzbach, dal 1834 al 1842. Nel 1844 Andrew Jackson Davis, nato sulle rive dell’Hudson, che ha manifestato fin da bambino telepatia e chiaroveggenza, afferma di comunicare con i morti e di avere visioni dell’al di là sovrapponibili a quelle di Swedenborg. Ben presto egli comincia a diffondere una dottrina spiritistica che differisce da quella di poco successiva di Kardec perché nega la reincarnazione.
Evidentemente sta sorgendo, nel mondo occidentale, una nuova sensibilità verso i fenomeni paranormali: secondo la legge per cui la comparsa nella coscienza collettiva di nuovi fenomeni è fortemente condizionata dall’accettazione sociale degli stessi, ovvero dal sistema di credenze della popolazione, si può dire che si sta preparando il terreno per una nuova concezione dell’al di là, inaugurata con le esperienze delle sorelle Fox e sistematizzata poi da Kardec.

Seduta del 15 gennaio 1909, Enrico Imada, Fotografie di fantasmi, F.lli Bocca, Torino, 1921
Pertanto lo Spiritismo ha una data e un luogo di nascita, gli Stati Uniti e l’anno 1847, quando nella fattoria di Hydesville (stato di New York) i coniugi Fox e le loro due figlie, Margaret e Katie, di quindici e dodici anni, vedono e odono accadere fenomeni straordinari: spostamenti di oggetti non toccati, colpi misteriosi battuti sui mobili e sui muri (quello che poi nel lessico spiritico sono chiamati rap). Le sorelle Fox si accorgono che dietro questi fenomeni sta un’intelligenza, e iniziano a comunicare con la supposta entità che li produce, costruendo con le cadenze dei colpi un alfabeto, l’”alfabeto degli spiriti”, dove ogni lettera è rappresentata dal numero di colpi che indica il suo posto nell’alfabeto (A un colpo, B due colpi, ecc.). Esse sono medium, e l’entità che vuole comunicare con loro dice di essere lo spirito (da cui la parola Spiritismo) di Charles Rosma, merciaio, assassinato cinque anni prima da John Bell per rapinargli cinquanta dollari, e ora sepolto nella cantina della casa. Scavando nel locale indicato, si rinvengono ossa e capelli umani, che non costituiscono una conferma assoluta; questa arriva cinquantasei anni dopo, quando nella cantina crolla un muro posticcio, di cui tutti ignoravano l’esistenza, e che cela lo scheletro di un uomo, con la cassetta di bottoni, nastri, elastici tipica dei merciai ambulanti. Nel frattempo vi è un dilagare dei fenomeni spiritici nel mondo occidentale, e le sorelle Fox si sentono investite dagli spiriti di una missione salvifica, annunciata dalle parole “Cari amici, dovete proclamare al mondo la verità: è l’alba di una nuova era, non nascondetelo più, fate il vostro dovere”. Si mettono a diffondere la pratica dello Spiritismo con sedute pubbliche e private, finanziate da magnati convinti della loro causa. Le sedute medianiche si diffondono sempre più e produono una più vasta fenomenologia: apparizioni e materializzazioni di fantasmi, apporti, fotografie medianiche. Un crescente numero di scienziati si dedica allo studio di quelli che fino ad ora sono stati chiamati “ fenomeni occulti”, favorendo così il sorgere di una ricerca ordinata e che aspira ad avere rigore metodologico. Spiritista è un qualsiasi movimento che crede all’esistenza di entità spirituali e alla possibilità per gli esseri umani di comunicare con loro attraverso le facoltà medianiche che alcuni soggetti naturalmente possederebbero. Esso si affianca ad un movimento sorto nella prima metà dell’Ottocento, il movimento spiritualista, che si oppone al dilagante materialismo della scienza e della tecnica, negando che tutta la realtà si riduca solo a ciò che è verificabile, osservabile e quantificabile, e invocando l’esistenza di un principio immateriale, appunto lo spirito; conseguentemente lo Spiritualismo finisce per comprendere lo Spiritismo, e molti studi sullo Spiritualismo vengono largamente accettati nello Spiritismo. Però mentre lo Spiritualismo è condizione necessaria per lo Spiritismo, non è condizione sufficiente, nel senso che uno spiritualista non è detto sia spiritista, mentre viceversa lo Spiritismo è condizione necessaria e sufficiente per lo Spiritualismo, perché uno spiritista non può essere materialista. Lo Spiritismo è allo stesso tempo, in un processo circolare, causa ed effetto di un mutamento di coscienza, o se si vuole dell’emergere di una nuova sensibilità, che permette l’osservazione e lo studio di fenomeni finora non apprezzati.
Questo è il panorama in cui si inseriscono le tavole ruotanti delle sorelle Fox, che suscitano inevitabilmente l’interesse di filosofi e scienziati. Tra questi, un già noto e affermato pedagogista ed educatore, Léon-Hyppolite Denizart Rivail (1804-1869). Come pedagogista, ha studiato a Yverdun (Svizzera) con Johann Einrich Pestalozzi, del quale è diventato un eminente discepolo e collaboratore, dedicandosi alla divulgazione del suo sistema di educazione che influenza la riforma degli studi in Francia e Germania. Parla tedesco, inglese, italiano, spagnolo e olandese. Ha fondato a Parigi con sua moglie Amélie Gabrielle Boudet un’attività simile a quello di Yverdun. Sentendo parlare di sedute medianiche, Rivail comincia ad accostarsi a questo tema con la prudenza e il metodo che lo contraddistinguono dopo tanti anni di studio. La presenza di Rivail da alle sedute un carattere particolare: se prima del suo intervento le entità si sono intrattenute coi presenti soltanto su problemi di tipo personale e familiare di alcuni dei partecipanti, con lui i contenuti cambiano e vertono su temi filosofici, speculazioni religiose ed escatologiche.
Seduta del 26 febbraio 1909, da Enrico Imada, Fotografie di fantasmi, F.lli Bocca, Torino, 1921
«Arrivavo alle sedute», scrive Kardec rievocando quel periodo, «con una serie di domande preparate e ordinate metodicamente; e le risposte che ottenevamo erano sempre precise, profonde e logiche… Da principio ciò m’interessava soltanto per istruzione mia personale. Più tardi, quando vidi che il tutto assumeva le proporzioni di una dottrina, pensai di farne una pubblicazione per l’istruzione di tutto il mondo».
Da questo momento Rivail porta avanti un lavoro paziente e metodico di sistematizzazione del fenomeno spiritico. Egli è una persona che deve convincersi fino in fondo di una cosa, prima di comunicarla agli altri: le entità, per dimostrargli la loro reale esistenza, gli rivelano allora fatti che soltanto lui poteva sapere. Una volta convintolo, gli parlano di una sua precedente incarnazione in Bretagna, presso gli antichi Celti, dove il suo nome era Allan Kardec, e gli spiegano che il suo compito in questa vita è di contribuire alla diffusione degli insegnamenti che esse gli avrebbero trasmesso: tali insegnamenti – di natura molto elevata – non solo possono essere utili all’umanità, ma sono in grado di farla crescere spiritualmente. Rivail si convince del compito che gli viene affidato, e da quel momento adotta lo pseudonimo di Allan Kardec con cui firma tutte le sue opere, distinguendole dalla sua produzione precedente. Kardec studia il Sovrannaturalismo di Bolano e la teoria del magnetismo animale di Mesmer, ma ritiene quest’ultima insufficiente a spiegare i fenomeni spiritici. Egli infatti li attribuisce non ad una qualche influenza dei viventi, bensì agli spiriti, che sono le forme che assumono le anime umane dopo la morte e che, per quanto disincarnate, sono in grado, attraverso la combinazione del fluido vitale del medium col fluido universale accumulato dallo spirito stesso, di svolgere azioni sulla materia. Mantenendosi fedele alla sua impostazione di educatore, Kardec cerca di elaborare un sistema di pensiero in cui le manifestazioni spirituali aiutino la trasformazione sociale e morale dell’umanità. La dottrina spiritista è basata sulla teoria della reincarnazione, pur non rinnegando i valori fondamentali della dottrina cristiana ed anzi opponendosi al materialismo dilagante. Kardec dedica gli ultimi anni della sua vita alla sistematizzazione dello spiritismo, che ritiene funzionale all’evoluzione dell’umanità, ma la sua dottrina, in contrasto su alcuni punti con gli insegnamenti della chiesa cattolica – la reincarnazione, la negazione dell’eternità della punizione e l’affermazione della salvezza per tutti, perfino per Satana – gli attrae l’esplicita condanna del mondo ecclesiastico, e la messa all’indice dei suoi libri. Muore nel 1869 per rottura di un aneurisma. La sua lapide, nel cimitero di Père Lachaise a Parigi, è meta di veri e propri pellegrinaggi, e reca la scritta “Nascere, morire, rinascere per progredire sempre: questa è la legge”.
Basandosi sulle sue esperienze ed osservazioni, col chiaro intendimento di dare un fondamento logico, razionale e coerente alle sue affermazioni, Kardec ha raccolto in due testi che sono la bibbia della dottrina spiritistica, Il libro degli spiriti e Il libro dei medium, quelli che ne sono i principi di base. Questi sono enunciati sotto forma di comunicazioni dettate da entità disincarnate a Kardec e al suo circolo di spiritisti mediante la scrittura automatica, nel corso della loro pluriennale attività di ricerca parapsicologica, soprattutto attraverso la medium Céline Japhet. Quello che più sembra ragguardevole nel sistema di Kardec è la sua coerenza interna. Esso dà una risposta a fenomeni e problematiche che hanno trovato una scarsa spiegazione nelle teorie scientifiche e, cosa altrettanto notevole, non si pone in antitesi alla religione, ma ne condivide valori e impostazioni, anche se la dottrina spiritica è stata esplicitamente condannata dalla Chiesa cattolica.
Seduta del 28 giugno 1909, da Enrico Imada, Fotografie di fantasmi, F.lli Bocca, Torino, 1921
Lo Spiritismo placa le ansie di chi è terrorizzato dall’annichilimento totale che la morte rappresenta per la visione materialista; dunque fioriscono nella seconda metà dell’Ottocento gli studi sulla ricerca paranormale e spiritica. Al punto che essi finiscono per coinvolgere uno dei più grandi ingegni viventi, il chimico e fisico inglese William Crookes, inventore del radiometro e scopritore del tallio. Questi conduce delle ricerche con due medium eccezionali, Daniel Douglas Home e Florence Cook. Al loro lavoro si devono innumerevoli sperimentazioni e resoconti nel tentativo di Crookes di comprendere col metodo scientifico i fenomeni dello Spiritismo. Celebre è la fisarmonica che suona da sola, in una gabbia metallica, col medium Home, e il fantasma che dice di chiamarsi Katie King, con la medium Cook, che dopo le sedute perde metà del suo peso corporeo. Kardec fonda La Revue Spirite e la Societé Parisienne d’Etudes des Spirites. Ai fenomeni paranormali, e in particolare alla telepatia, si interessa la Real Society di Londra (quella che nel capitolo sui Rosa Croce abbiamo visto fondata dal boemo Comenio), fino a che nel 1882 si costituisce una società autonoma per la ricerca parapsicologica, la Society for Psychical Research, S. P. R., che comprende oltre a Crookes altri illustri scienziati come William Barrett, Edmund Gurney, Oliver Lodge, Henry Sidwick, William McDougall, Frank Podmore, nonché scrittori come Frederick Myers e Sir Arthur Conan Doyle, l’inventore di Sherlock Holms. Nel 1886 Gurney, Myers e Podmore pubblicano Phantasms of the Living che contiene i risultati delle loro ricerche rigorose e fatti straordinari. In Francia nel 1900 l’astronomo Camille Flammarion pubblica l’Inconnu et les Problèmes Psichiques, e nel 1919 Gustave Geley e Rocco Santoliquido fondano l’I.M.I., Institute Metapsychic Internationale, il cui primo presidente è Charles Richet, premio Nobel per la medicina e scopritore dell’anafilassi. Sotto l’impulso dei presidenti che gli vi si succedono, Geley, Eugèene Osty, René Warcollier, si studiano tutti maggiori medium dell’epoca, Elisabeth D’Esperance, Eusapia Palladino, Eva Carriere. Tramite la medianità di quest’ultima si manifesta un’entità, Bien Boa, che Richet sottopone a dei test dai quali conclude che è reale perché l’aria da essa espirata contiene anidride carbonica. Eusapia Palladino con le sue grandi doti convince eminenti personalità della veridicità dei fenomeni spiritici: gli psichiatri Cesare Lombroso ed Enrico Morselli e il giornalista del Corriere della Sera Luigi Barzini. A Cambridge, a casa del Myers, è sorpresa a frodare, il che provoca la svalutazione in blocco di tutta la vasta fenomenologia da lei prodotta. Poi spiegherà che i “trucchi” sono spesso operati inconsciamente dal medium per soddisfare l’aspettativa curiosa e impaziente dell’uditorio. Altro grande ricercatore italiano che le si affianca è Ernesto Bozzano. Famose per l’imponente fenomenologia sono le sedute al Circolo Scientifico Minerva di Genova e a Millesimo nella villa del marchese Carlo Centurione Scotto. Negli Stati Uniti viene fondata una succursale della S.P.R., ad opera di Richard Hodson, lo psicologo William James, T. Henry Hall, ed essa diviene ben presto una società autonoma, la A.S.P. R., American Society for Psychic Research.
Per avere un’idea del clima culturale di fine Ottocento, basti pensare al fatto che Freud costruisce la teoria psicoanalitica, basata sull’eziologia sessuale della nevrosi, da un lato perché la sfera della sessualità è del tutto misconosciuta e disattesa nel puritanesimo della società vittoriana del diciannovesimo secolo, e perciò costituisce fonte di repressione e di malattia psichica; dall’altro perché un riorientamento delle teorie scientifiche quale quello imposto dalla riscoperta dell’importanza della sessualità può far da argine alla crescente diffusione dell’occultismo, in una società che da Mesmer in poi è completamente presa dal culto del misterioso e del paranormale. Tanto che Freud, nel consacrare suo erede spirituale Jung, gli richiede di aderire al dogma dell’eziologia sessuale della nevrosi, che intende erigere a baluardo contro il dilagare della “nera marea di fango dell’occultismo” (Jung, 1960). Ma la sua pretesa è quanto mai inopportuna, perché Jung, oltre ad aver fatto una tesi di laurea sui fenomeni spiritici, è lui stesso medium, come la sua autobiografia ampiamente dimostra: quando verrà il momento del distacco da Freud, evento per entrambi estremamente traumatico, in casa di Jung succederanno strani fenomeni, che oggi attribuiremmo a un poltergeist…
Seduta del 22 maggio 1911, da Enrico Imada, Fotografie di fantasmi, F.lli Bocca, Torino, 1921





[...] Disposizione normale del circolo, da Enrico Isamada, Fotografie di fantasmi, F.lli Bocca, Torino, 1921 Hutin (1970-76) sostiene che la larga diffusione di fenomeni di religiosità anticonvenzionale, come la Teosofia della Blavatsky, lo Spiritismo, il Neorosacrocianesimo, l’Antroposofia, lo Steinerismo, meritano una attenta considerazione, e non può essere liquidata semplicemente come fanatismo, superstizione, labilità emotiva o bisogno di dipendenza dei loro aderenti. Queste e altre scuole si pongono non propriamente contro, ma al di fuori delle religioni ufficiali, con fenomeni di migrazione spirituale o di conversione analoghi a quelli che si sono presentati da una religione confessionale ad un’altra. Evidentemente il darsi di questi culti corrisponde a dei bisogni psicologici che non possono essere soddisfatti dalla religiosità tradizionale. Molti di questi movimenti, come osserva lo stesso Hutin, rappresentano una “orientalizzazione” delle forme religiose occidentali, per il risalto che danno all’aspetto contemplativo e per l’accettazione, sul piano dottrinario, dell’idea della reincarnazione, che nel pensiero occidentale è pure stata presente nella dottrina orfico-pitagorica, e poi – ma la questione è controversa – nel Cristianesimo delle origini, mantenendosi successivamente solo in correnti più o meno marginali se non francamente eretiche (articolo). [...]