11.2 – Tra la materia e l’immateriale: il perispirito e le sue manifestazioni

Fantasma nel corridoio di un ex manicomio in Sudamerica (il corridoio era vuoto)

La comunicazione tra spiriti incarnati e spiriti disincarnati, ovvero tra anime e spiriti, avviene sulla base della simpatia esistente tra di essi, e attraverso lo strumento fluidico di cui entrambi, incarnati e disincarnati, sono dotati, il perispirito. Si può dire infatti che anime e spiriti differiscono solo per la presenza o l’assenza del corpo, mantenendo entrambi gli altri due componenti, spirito e perispirito. Il perispirito permette anzi agli spiriti di farsi riconoscere, assumendo una forma, di comunicare e di produrre effetti sulla materia. Mentre nell’essere umano la percezione avviene attraverso l’intermediazione degli organi dei sensi, lo spirito percepisce direttamente attraverso il perispirito. Ci sono però dei particolari stati di coscienza in cui lo spirito di un essere umano si affranca dai legami corporei e assume una condizione di prossimità ai suoi consimili  disincarnati. Il sonno è il più semplice di questi fenomeni: attraverso di esso l’anima si trova momentaneamente nello stato che sarà normale dopo la morte, potendo essa viaggiare per la terra in cerca di luoghi che le sono congeniali, elevarsi ai mondi sopraterreni o inabissarsi nelle viscere della terra o in altra condizione inferiore, a seconda della sua attitudine e grado si purificazione. Questa possibilità spiega i fenomeni di precognizione e i ricordi di vite passate, i quali producono sogni che sono difficilmente interpretabili secondo la teoria freudiana della realizzazione del desiderio o come la rielaborazione dei frammenti del giorno attraverso il collegamento agli affetti e alla memoria. Vi è poi l’ambito degli stati alterati di coscienza, ovvero delle varie forme di trance. Trance è, dal punto di vista psicologico, la perdita dell’esperienza del qui-e-ora e della coscienza dell’Io. Stati di trance  sono la letargia, la catalessi, il sonnambulismo e infine l’estasi, a seconda del grado di profondità. In queste condizioni, lo spirito si distacca dal corpo e assume, ad esempio, una visione diretta, non più attraverso gli organi dei sensi, ma attraverso il perispirito, e curiosamente si può localizzare l’atto percettivo nella zona del chakra che entra in risonanza. Altri stati di percezione diretta dello spirito, senza l’intermediazione del corpo, e non accompagnati da alterazioni dello stato di coscienza o al massimo da uno stato di trance leggera, sono la telepatia, che è la lettura del pensiero o se la si vuol vedere nei due sensi la comunicazione per mezzo di esso; la psicometria, ovvero la percezione delle vicende legate a un oggetto attraverso l’apprezzamento del fluido magnetico ad esso legato, e che si è impregnato delle vicende dello stesso; la precognizione, che è la visione di eventi del futuro, mentre la visione di cose invisibili ai sensi edi eventi del passato legati a un oggetto o a una persona è la chiaroveggenza, con cui sconfina la psicometria.
Le fenomenologia sopra descritta costituisce l’ambito delle ESP, extra-sensory perceptions, percezioni extra-sensoriali, eventi percettivi non attribuibili ai sensi ordinari. Lo Spiritismo fin dall’inizio ha individuato un filone che si è approcciato alla sua fenomenologia tentando di applicare i dettami del metodo scientifico sperimentale, e che in seguito ha dato origine alla parapsicologia. Il termine percezione extrasensoriale sottintende l’esistenza di canali di informazione al di fuori della loro usuale banda di percezione dei sensi ordinari, e quindi difficilmente indagabili col metodo scientifico. La dottrina spiritica non ha difficoltà ad attribuire questi eventi percettivi non spiegabili coi sensi ordinari all’azione del perispirito. Esso viene ascritto al soggetto della percezione, del quale costituisce un organo di senso aggiunto, il sesto senso, che percepisce fenomeni al di fuori della usuale finestra percettiva. Sempre al perispirito lo spiritismo attribuisce gli eventi di telecinesi o psicocinesi, fenomeni fisici non spiegabili secondo i comuni nessi causali, e che esso attribuisce ad un’azione diretta del pensiero sulla materia.

Immagine di donna senza gambe, in una foto scattata casualmente

Una condizione particolare, che è allo stesso tempo un fenomeno di ESP e di telecinesi, e dimostra le facoltà del perispirito di percezione senza l’intermediazione degli organi di senso e di spostamento a suo piacimento al di fuori del corpo, è quella che è chiamata OOBE, Out Of the Body Experience, o bilocazione, o con termine più esoterico viaggio astrale. Il fenomeno della bilocazione consiste nella capacità di un soggetto di trovarsi contemporaneamente in due luoghi diversi. In un luogo sta il suo corpo, nell’altro sta il “doppio”, ovvero quello che nel linguaggio esoterico è chiamato il corpo eterico, in definitiva il perispirito. Il punto di vista del soggetto, la sua  consapevolezza, il principio egoico viene trasferito nel doppio, il quale ha la possibilità di osservare il corpo fisico disteso e abbandonato, dormiente. L’americano Monroe (1974) ha studiato il fenomeno e pubblicato una vasta casistica, indicando anche come produrlo volontariamente, poiché nei soggetti predisposti esso avviene in modo spontaneo. Propone allo scopo una pratica simile all’inizio alla meditazione, in cui si provoca prima uno stato di rilassamento, poi la dissoluzione delle immagini mentali, infine l’abbandono cosciente di ogni sensazione.  Quindi ci si concentra su un punto posto a circa un metro di distanza e perpendicolare al corpo, con un’intensità tale da raggiungere quello che egli chiama “stato vibrazionale”, in cui la polarizzazione  esterna dell’attenzione è accompagnata da forti sensazioni somatiche, più spesso simili a un’onda impetuosa e vibrante. Le vibrazioni vanno sottoposte a controllo volontario, e, se si riesce a dominare la paura, suscitata dall’idea di abbandonare l’oggetto che ci è più familiare, il nostro corpo, si può tentare l’ultimo passo, la fuoriuscita da esso. Per far ciò ci si appoggia a delle immagini, come sentirsi leggeri e innalzarsi, sollevarsi a partire dai piedi, ruotare il proprio corpo su un fianco, spostare col pensiero un braccio per afferrare un oggetto nelle vicinanze senza muovere fisicamente l’arto. Una volta uscito, il doppio può spostarsi in luoghi familiari e comunque reali, oppure compiere un viaggio in un mondo fantastico (il mondo astrale?). Può mantenere coscienza dell’evento o può perderla, in questo caso gli altri lo vedono ma, se tentano di comunicare con lui, egli li ignora. Alcuni riportano il fenomeno della corda o cordone d’argento, un filamento uscente dall’ombelico che mantiene il contatto tra il doppio e il corpo fisico per quanto esso se ne allontani. Esso permette di distinguere il perispirito di un vivente da quello degli spiriti dei disincarnati, i quali si rendono pur sempre visibili  tramite la forma che imprimono al proprio perispirito. Il rientro avviene su comando del  principio egoico, che durante il viaggio astrale risiede nel doppio, ed alla fine di esso si ricolloca insensibilmente nel corpo fisico.
Nei fenomeni della OOBE e delle apparizioni di spiriti il perispirito si rende oggetto di percezione, da parte talora non solo dei sensitivi, ma anche di soggetti ordinari e in stato di veglia. Seguendo la descrizione che ne da Kardec nel Libro dei medium (1972b), le apparizioni si presentano in genere sotto forma vaporosa e diafana, vaga e imprecisa; altre volte però si fanno nette e definite, potendo evidenziare con chiarezza i tratti del viso. Lo spirito si presenta generalmente con le sembianze e le vesti della vita trascorsa che gli servono per farsi riconoscere. Se si tratta di spiriti ormai lontani dalle cose terrene, indossano lunghe e luminose vesti di pieghe svolazzanti, e talora è visibile l’aureola; mentre se la loro esperienza umana è recente appaiono con degli attributi che le sono stati propri, talora con quelli legati alla loro colpa o ai loro misfatti. A meno di circostanze particolari, le parti meno disegnate sono le membra inferiori, mentre testa, tronco, braccia e mani sono sempre ben disegnate; infatti non si vedono mai camminare, ma scivolare come ombre. La consistenza  è vaporosa, come d’una diafana immagine riflessa da uno specchio non argentato, che non impedisce però di vedervi attraverso. I medium veggenti li vedono abitualmente in  questa forma, inframezzati agli esseri umani, spesso interessati a questi ultimi e in atto di comunicare con loro.

Forma umana velata, apparsa in una seduta del medium Franck Kluski, da Kardec, 1972

Il perispirito possiede la proprietà della penetrabilità, ma sarebbe meglio dire della penetranza, nel senso che esso passa indifferentemente attraverso la materia, ed entra dappertutto. Di norma, esso non è tangibile; lo può divenire nel corso della seduta medianica, per lo stesso motivo per cui in essa si rende visibile ai soggetti non sensitivi. La consistenza dell’ectoplasma in questi casi  arriva la punto di farsi toccare, palpare e a sua volta di stringere e ghermire. Il perispirito per sua natura è invisibile e incorporeo, ma diviene visibile e e tangibile combinandosi col fluido eterico ovvero col perispirito del medium e prendendo a prestito della materia organica di quest’ultimo, ma può ritornare allo stato etereo e immateriale in modo istantaneo (ma, se ciò si dovesse verificare, traumatico per il medium).
I medium a effetti fisici sono quelli che producono fenomeni più strettamente materiali, come la telecinesi (movimenti di corpi inerti), i rumori (comunissimi i “raps”, colpetti che si sentono durante le sedute o spontaneamente in ambienti infestati), i fenomeni luminosi (bagliori, strisce, punteggiature, fiammelle fisse o vaganti), i calchi medianici (stampi ottenuti da impronte corporee durante le sedute), gli apporti, gli asporti, la scotofotografia o fotografia medianica, la psicofonia, la pneumografia, gli ectoplasmi o materializzazioni. Accanto a questi vi sono i medium a effetti psichici, atti a ricevere e a trasmettere comunicazioni intelligenti, che si distinguono in sensitivi, auditivi, veggenti, parlanti, scriventi o psicografi, sonnambuli, guaritori.
Nella fenomenologia dei medium a effetti fisici e più evidente l’azione del perispirito. La psicofonia,  ad esempio, fu scoperta e indagata da Jurgenson (1984), un naturalista svedese che lasciato un magnetofono in un bosco per studiare gli uccelli, vi trovò impressi brusii, melodie e voci ben distinte. La pneumografia è la scrittura spontanea su un supporto, senza che alcuno vi venga a contatto, a differenza della psicografia che avviene in seduta con la penna retta dal medium o sostenuta da un canestrino dove i partecipanti appoggiano lo mani; e analogamente la scotofotografia è l’impressione della pellicola fotografica in seduta o anche al di fuori di essa, con immagini che riproducono individui rimasti invisibili ai presenti, aventi caratteristiche che li qualificano come defunti (ad esempio membra incomplete). In particolare gli apporti (produzione in seduta di oggetti che non erano all’inizio presenti nella stanza) e gli asporti (trasporto di oggetti o anche di persone al di fuori dell’ambiente della seduta) richiedono un particolare ingranamento tra il medium e lo spirito disincarnato che opera il fenomeno. A causa di una loro precipua affinità avviene la combinazione tra il perispirito dell’uno e dell’altro. Infatti il fluido spiritico che produce i fenomeni fisici  non può essere che quello del medium: particolarmente espansibile, dilatabile e penetrante, esso permette allo spirito disincarnato di saturarsene, sì da ottenersi la manifestazione voluta. Gli oggetti dell’apporto sono scomposti e ricomposti dal fluido universale o eterico che risulta dalla combinazione dei due perispiriti, e che possiede singolari proprietà: può avvolgere gli oggetti, trasportarli, nasconderli, per farli ricomparire inaspettati in seduta. E’ esso che impressiona la pellicola fotografica, il nastro della psicofonia, il supporto della pneumografia. Ma produce fenomeni ancora più eclatanti.

materializzazione ectoplasmatica formatasi in un seduta con la medium M.me Gal, Nizza, 1932, tratto da Kardec, 1972

Vi sono ad esempio casi di trasfigurazione, in cui il medium assume le sembianze di altre persone, anche di conformazione somatica ben diversa: ebbene, in questi casi si è potuto constatare una variazione di peso (Kardec, 1972b). Queste manifestazioni sono opera del perispirito, che assume tutte le forme che la volontà dello spirito gli impone di assumere. In tal modo, si creano delle sembianze che rendono un certo spirito disincarnato riconoscibile ai viventi e che hanno la stessa realtà materiale delle cose ordinarie.
Ma ci son anche manifestazioni fisiche che avvengono senza il tramite del medium. Sono esclusi a rigore di metodo il complesso di fenomeni che va sotto il nome di “poltergeist”: spostamenti di oggetti, rumori, colpi, fruscii sui muri o sui pavimenti, stridore di ferraglie, gemiti, grida, risate, canti, ventate gelide, odore di bruciato o di zolfo, ecc. In realtà essi sono dovuti a una medianità inconsapevole, quella di un adolescente, e scompaiono se viene allontanato chi ne è la causa. Manifestazioni fisiche similari, con in più la materializzazione di forme di grado variabile di consistenza e realismo, costituiscono le infestazioni. Esse si manifestano sempre in un dato luogo e nella stessa forma, indipendentemente dalla presenza di un medium. Però è erroneo pensare che gli spiriti siano attratti dalle rovine, dai luoghi lugubri, dalle case diroccate, dai cimiteri, poiché essi si legano alle persone, e non ai luoghi. Diverso è il fenomeno della psicometria, che dipende dalle capacità spiccate di un sensitivo, ed è un fenomeno eminentemente soggettivo. Invece l’infestazione si manifesta indipendentemente dalle doti sensitive di qualcuno, ed ha i caratteri di un evento oggettivo. Si rivela invariabilmente legata ad un accadimento tragico, che ne rende ragione. Il luogo infestato è stato teatro di un trapasso, avvenuto in maniera violenta e traumatica, per omicidio, per suicidio o per incidente. Tale accidente lascia a lungo lo spirito in quello stato di smarrimento e perplessità che segue la morte, sì che esso non può riaversene e continuare il suo cammino evolutivo che implica comunque un distacco dalle circostanze della vita per quanto infauste esse siano state. Lo spirito non realizza che è morto, e che non ha più un corpo: continua ad infestare il luogo del decesso e a ripetere le azioni che faceva al momento della morte. Rimane legato al perispirito e alla situazione, in una sterile riedizione di una sequenza bloccata. Così si spiegano molte storie di fantasmi. Il grado di confusione dello spirito è alla base anche dei variabili comportamenti di questi ultimi, che possono essere del tutto ripiegati in se stessi e non accorgersi di eventuali testimoni, assorti come sono nel ripetere regolarmente una serie di gesti, sempre i soliti; conseguentemente scompaiono se vengono affrontati. Oppure possono essere più accessibili e rivolgersi a chi gli incontra con gesti e parole.

materializzazione ottenuta dalla medium Eva C. durante una seduta sperimentale eseguita col Prof. Schrenck-Notzing, tratto da Kardec, 1972b.

Nel Libro dei medium (1972b) si sostiene l’esistenza di una materia elementare unica, che da origine a tutti gli elementi e tramite le trasformazioni che subisce ne produce le differenti proprietà. Il perispirito è la sostanza che più si avvicina alla materia cosmica universale. Quindi su questa base è possibile sostenere l’esistenza della prima materia degli alchimisti. E’ su di essa che agisce lo spirito, e tanto più potentemente ed efficacemente quanto più esso è evoluto. Di questa prima materia, materia universale unica, fluido universale, è fatto anche il perispirito. Lo spirito se ne circonda e se ne serve per produrre i suoi affetti sulla materia, potendolo modificare a suo piacimento.  Ad esempio nella magnetizzazione dell’acqua, il magnetizzatore opera una trasmutazione dell’acqua col suo fluido magnetico. Lo spirito incarnato infatti conserva, seppur entro certi limiti, la proprietà di agire sulla materia. Certo, essa è presente non in tutti, ma solo in individui “dotati”, e quando si verifica, è sempre con l’intermediazione del fluido eterico, forma individualizzata che è il perispirito del soggetto. E’ così che si spiegano le guarigioni miracolose per imposizioni delle mani.
Visto in quest’ottica, il perispirito è davvero il secretum magnum, il segreto della Grande Opera. Come la prima materia, tutti lo possiedono, eppure nessuno ne tiene da conto; è l’agente trasformatore universale, il principio volatile che bisogna estrarre dai corpi solidi, e l’agente fluidificante che bisogna condensare dai corpi eterei (fac volatile fixum et fixum volatile). Chi riesce a lavorare sul perispirito, ottiene la chiave della salute, della guarigione, della conoscenza; può portare il suo substrato imperfetto e caduco alla perfezione dell’oro, ovvero dell’immutabile essenza divina.
Lo spirito agisce sulla materia, attingendo dalla materia cosmica universale, il “grande agente magico degli occultisti”, gli elementi per formare i corpi materiali. Questi corpi hanno le stesse proprietà di quelli esistenti naturalmente sulla terra: se si tratta di cibi, sfamano, se di bevande, dissetano. Si tratta di apparenze, ma queste apparenze sono reali, agiscono come oggetti reali. Dice Kardec:
E’ ammesso, in via di principio, che lo spirito può dare al suo perispirito tutte le apparenze; che per una modificazione nella disposizione molecolare, può dare la visibilità, la tangibilità e per conseguenza l’opacità; che il perispirito di una persona viva, isolato dal corpo, può subire le stesse trasformazioni; che questo cambiamento di stato si opera per la combinazione dei fluidi. Immaginiamo ora il perispirito di una persona viva, non isolato, ma raggiante attorno al suo corpo in maniera da avvolgerlo quasi come un vapore; in questo stato, egli può subire le stesse modificazioni che potrebbe subire se ne fosse separato; se egli perde la sua trasparenza, il corpo può sparire, diventare visibile ed esserne velato come fosse nella nebbia (1972b, p. 133).

materializzazione ottenuta dalla medium Eva C. durante una seduta sperimentale eseguita col Prof. Schrenck-Notzing, tratto da Kardec, 1972b.

A questo modo si spiegano i cambiamenti d’aspetto e di peso dei fenomeni, pur rari, di trasfigurazione. Un altro spirito, combinando il proprio fluido con un altro – quello del medium – può sostituirvi la propria apparenza, in modo che il corpo reale scompare sotto un involucro fluidico esteriore, la cui apparenza può variare secondo la sua volontà. Il peso intrinseco del corpo non è cambiato, ma esso subisce l’influenza di un agente esteriore, che ne modifica il peso relativo. Quindi se la trasfigurazione avvenisse sotto l’aspetto di un bambino il peso diminuirebbe.
I fenomeni fisici sono quelli che richiedono i medium più dotati, che Kardec chiama “sensitivi”, in possesso al più alto grado delle facoltà di espansione e di penetranza del perispirito. Si tratta di persone per altro verso fragili, dal sistema nervoso facilmente impressionabile. La psicopatologia d’altri tempi parlava di caratteri “sensitivi”; oggi li definiremmo individui coi piedi poco per terra, fantasiosi, immaginifici, visionari, sentimentali, creativi, ma con scarsa presa sulla realtà. In essi vi sarebbe una lassità del legame tra il corpo e il perispirito, responsabile da un lato della loro scarsa concretezza e instabilità, dall’altro delle loro proprietà paranormali. Nel medium il complesso spirito-perispirito può infatti durante la trance essere spostato da un altro complesso spirito- perispirito, quello dell’entità che effettua la possessione, dando luogo alla fenomenologia della trance per incorporazione (medium parlanti e scriventi soprattutto); inoltre grazie a certe vibrazioni permette loro di proiettare, con facilità e con profusione, il loro fluido eterico, producendo le materializzazioni. L’individuo molto sensibile è sprovvisto di quell’”involucro refrattario”, presente nella maggior parte degli esseri umani, che isola il sistema nervoso, e questa mancanza lo rende idoneo alla sviluppo dei fenomeni paranormali.
La medianità dunque è una dote naturale. Ma certe capacità possono anche essere acquisite attraverso lo sforzo consapevole di un lavoro su di sé. Dicono bene gli alchimisti che solo chi ha l’oro può fabbricare l’oro. Come si è detto all’inizio di questo lavoro, parlando del viaggio, l’intrapresa del cammino iniziatico richiede certi prerequisiti, e la meta non è per tutti; e dopo tanti sforzi per migliorarsi, alla fine occorre anche un aiuto esterno. La trasformazione della materia sottile infatti è appannaggio degli spiriti più elevati, ma non tutti possono entrare in contatto con essi: nel caso di medium, o comunque di cultori dello Spiritismo, solo coloro che abbiano una vera e autentica integrità morale. Le sedute medianiche fatte per motivi futili o superficiali sono pericolose, e ancor più quelle dettate da ragioni materiali o avide. Con gli spiriti non si può barare né scherzare: il principio di simpatia e di affinità richiama inesorabilmente entità dello stesso livello spirituale di colui che li evoca. Per questo, come nell’Alchimia, nello Spiritismo i passi finali del cammino di evoluzione sono come un volo a cui l’adepto viene chiamato dopo che ha realizzato un cammino di perfezionamento interiore che è l’opera di una vita.

Sopra la luna, il cui pigmento argenteo si è ossidato e annerito, l’angelo guaritore irradia il fluido eterico universale, estraendo dalle sue viscere la medicina catholica, Aurora consurgens, fine XIV sec.

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