17.2 – La lussuria

June 13th, 2010 § 0

Hieronymus Bosch, Tondo dei sette peccati capitali, la lussuria, olio su tavola, 120×150, 1475-80, Museo del Prado, Madrid

Il desiderio sessuale dunque diventa un peccato quando se ne fa un uso disordinato e incongruo, sganciato dal piano originario al quale esso è destinato. Perché questo è il punto più delicato della questione: tramite il desiderio sessuale la natura, e con essa la specie, piega l’individuo al suo fine, che poi è quello di perpetuare se stessa, a scapito anche dell’interesse individuale. Questo fine altro è appunto l’inganno riproduttivo, il laccio con cui la specie vincola l’individuo e l’utilizza per i suoi fini. Fornicazione è il congiungimento carnale fuori dal matrimonio, e per metonimia tutti i peccati connessi alla sessualità. La sessualità in quanto fornicazione diviene peccato in sé. Invece se il vizio lussurioso viene ristretto all’adulterio la sessualità viene svincolata dalla connotazione negativa in se stessa, ma l’assume solo in quanto è turbativa dell’ordine e del sacro vincolo della famiglia, che costituisce l’ossatura della società. Il desiderio sessuale diviene peccato capitale quando il soggetto si lascia travolgere dalle proprie passioni, perdendo completamente il controllo di sé. La lussuria compromette e diminuisce il libero arbitrio in quanto è grave turbamento della ragione e della volontà, accecamento della mente, incostanza e incoerenza, egoistico amore di sé, incapacità di dominare i propri impulsi e le proprie passioni. In questo senso la lussuria è un polo del conflitto tra mente e corpo, ragione e istinto, segnato dalla prevalenza del lato oscuro, irriflessivo, incontrollato. La Chiesa risolve il problema dell’erranza e dell’ingestibilità del desiderio nel dato preriflessivo del peccato originale: vedremo che questo regime intepretativo e regolativo durerà fino all’affermazione della scienza moderna e della parte di essa volta allo studio dell’anima, la psicoanalisi (articolo).

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17.1 – Il sistema operativo emozionale della cura (care)

June 3rd, 2010 § 0

Artemisia Gentileschi, Madonna col bambino, olio su tela, 1610-11, Galleria Spada, Roma


Il cervello femminile contiene più neuroni ossitocinici di quello maschile, e la sintesi dell’ossitocina è sotto il controllo degli estrogeni. L’ossitocina nella femmina è importante sia per il corteggiamento che per la fase copulatoria, ma promuove anche i successivi comportamenti di accudimento della prole. Un dubbio che è sempre stato presente nelle future madri al termine della gravidanza è se esse saranno delle buone madri, ovvero se saranno in grado di prendersi cura adeguatamente del nascituro.  La natura ha provveduto a calmare queste apprensioni predisponendo negli stessi circuiti cerebrali che preparano alla nascita le condizioni per delle cure materne sufficientemente buone. Ancora più a monte, questi sistemi circuitali sono quelli preposti alla sessualità e all’accoppiamento. L’istinto materno è emerso da un sottosistema di strutture sottocorticali preposte agli istinti sessuali nella femmina. Vi è una reciprocità tra i circuiti materni delle cure e quelli infantili del bisogno di accudimento; essi sono mutualmente ingranati, sì che il buon funzionamento delle cure materne costituisce le premesse di quella “sicurezza di base” che è essenziale per uno sviluppo emozionale adeguato, tale da per consentire al nuovo individuo di affrontare efficacemente le prove dell’esistenza (articolo).

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17 – Il sistema operativo-emozionale del desiderio sessuale (lust)

May 17th, 2010 § 0

Henri de Toulouse-Lautrec, Donna che tira su la calza, 1894, Musée d’Orsay, Parigi

Il desiderio sessuale segna un punto cruciale nella distinzione tra la motivazione, dove un comportamento favorisce un bisogno corporeo, e l’emozione, in cui nessun bisogno è evidente: nel suo caso il bisogno supportato non è corporeo, ma cerebrale, e però esso ha conseguenze essenziali per la specie. Le strutture profonde neurali che organizzano il corteggiamento e le altre strategie riproduttive sono sostanzialmente simili nelle varie specie di mammiferi, e pertanto molti principi generali della sessualità sono ben conservati lungo la scala evolutiva, nonostante la loro espressività di superficie vari grandemente attraverso le specie. Al contrario di quanto riportano molti miti della creazione, nel cervello umano è il maschio che nasce dalla femmina, e non viceversa. Il piano primordiale del feto, il piano di default, è femminile, e la mascolinizzazione risulta dagli effetti organizzativi apportati dal testosterone prodotto dalle gonadi. A loro volta gli effetti somatici del testosterone sono distinti da quelli cerebrali, perché la mascolinizzazione del corpo è mediata dalla conversione del testosterone in diidrotestosterone ad opera della 5-alfa-reduttasi, mentre l’organizzazione del cervello maschile è determinata dall’aromatizzazione del testosterone ad estrogeni. Invece gli effetti comportamentali degli ormoni sessuali sono mediati da polipeptidi a nove amminoacidi, dei quali l’arginin-vasopressina (AVP) è prevalente nel cervello maschile  e l’ossitocina in quello femminile (articolo).

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